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🏛️ Piazza Affari · 29 LUG 2026

FTSE MIB -0,6% a 51.396 punti: Piazza Affari a due velocità. Eni vola +7% con utili da record, ma la geopolitica affossa l'indice.

La seduta del 29 luglio 2026 divide Piazza Affari in due mondi: da un lato Eni, con una trimestrale storica che spinge il titolo ai vertici europei della giornata; dall'altro un indice in rosso, frenato dall'attacco missilistico iraniano in Giordania e dall'attesa per la decisione della Fed in serata.

📅 29 Luglio 2026 · Redazione Alma Finanza · Chiusura mercati

Il 29 luglio 2026 il FTSE MIB (Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa — il principale indice azionario della Borsa di Milano) chiude a 51.396 punti, cedendo lo -0,6% nella seduta. La giornata è dominata da una notizia fuori dal comune: Eni pubblica i conti del secondo trimestre 2026 e il titolo decolla del +7%, con un utile netto che raddoppia anno su anno. Eppure l'indice chiude in rosso, schiacciato dall'attacco missilistico dell'Iran contro una base USA in Giordania — tutti i missili intercettati, ma l'effetto sui mercati è immediato — e dall'attesa per la riunione della Fed (Federal Reserve — Banca Centrale degli Stati Uniti) prevista in serata. È una seduta che racconta la complessità dei mercati finanziari: un singolo titolo brillante non basta a sollevare un indice quando il contesto macro e geopolitico pesa.

1. La seduta del 29 luglio: FTSE MIB in rosso nonostante Eni

Alle 17:35 ora italiana, la campanella della Borsa di Milano suona su un FTSE MIB a 51.396 punti, in calo dello 0,6% rispetto alla chiusura precedente. Il dato potrebbe sembrare banale, ma la seduta del 29 luglio 2026 è tutt'altro che ordinaria: si tratta di una giornata con un protagonista assoluto — Eni — e uno sfondo geopolitico che ha condizionato l'umore degli investitori europei sin dall'apertura dei mercati.

Il primo elemento di pressione è arrivato nelle prime ore del mattino: l'Iran ha lanciato un attacco con missili balistici contro una base militare statunitense situata in Giordania. Il Pentagono ha confermato che tutti i missili sono stati intercettati dal sistema di difesa missilistica e non si registrano vittime militari americane. Eppure la reazione dei mercati è stata immediata: il WTI (West Texas Intermediate — il petrolio greggio americano di riferimento) è balzato del +3% a $82,34 al barile, un segnale che i trader hanno rapidamente prezzato un'escalation del rischio geopolitico in Medio Oriente.

Il secondo elemento di incertezza è strutturale: nella serata del 29 luglio la Fed tiene la propria riunione del FOMC (Federal Open Market Committee — Comitato Federale di Mercato Aperto, l'organo della Banca Centrale USA che decide i tassi di interesse). In attesa di una decisione che potrebbe spostare l'appetito per il rischio globale, gli investitori hanno preferito alleggerire le posizioni, portando l'indice in territorio negativo nonostante le notizie eccellenti provenienti dal settore energetico.

2. Eni: i conti del secondo trimestre 2026 — numeri da record

Il momento centrale della seduta — e probabilmente della settimana per Piazza Affari — è la pubblicazione dei risultati finanziari di Eni per il secondo trimestre 2026. Si tratta di una trimestrale che supera le attese degli analisti su tutti i fronti principali e che certifica un momento di straordinaria redditività per il colosso energetico di San Donato Milanese.

Il dato più sorprendente è l'utile netto adjusted (utile netto rettificato — depurato dalle componenti straordinarie e non ricorrenti) del Q2 2026: €2,33 miliardi, con un incremento del +106% rispetto al Q2 2025. In termini pratici, Eni ha raddoppiato il proprio utile in dodici mesi. Allargando la prospettiva al primo semestre completo del 2026 (H1 2026), l'utile netto adjusted raggiunge €4,39 miliardi, in crescita del +156% anno su anno.

Il motore principale di questa crescita è il segmento E&P (Exploration & Production — Esplorazione e Produzione), il cuore tradizionale del business di Eni, che ha registrato un EBIT adjusted (Earnings Before Interest and Taxes adjusted — Risultato Operativo Rettificato) di €4,77 miliardi nel Q2, in crescita del +97% anno su anno e del +42% rispetto al trimestre precedente (Q1 2026). I driver di questa performance sono tre: la crescita della produzione di idrocarburi, l'avanzamento della strategia di transizione energetica nelle attività Plenitude (rinnovabili e retail gas) e uno scenario del prezzo del petrolio favorevole.

Ma l'aspetto che ha acceso maggiormente gli investitori è l'annuncio sul Buyback (Riacquisto di Azioni Proprie): Eni ha alzato il programma da €2,8 miliardi a €3,4 miliardi, un incremento di 600 milioni di euro. Il CEO Claudio Descalzi ha inoltre lasciato aperta la possibilità di un dividendo straordinario, soggetto all'evoluzione dei prezzi energetici nel secondo semestre 2026. Sono segnali che la direzione aziendale ha fiducia nella tenuta dei risultati e vuole ricompensare gli azionisti.

📊 Numeri chiave — Eni Q2 e H1 2026
+7%
Titolo in borsa nella seduta del 29 lug 2026
+106%
Utile netto Q2 2026 vs Q2 2025
€3,4B
Buyback alzato da €2,8B
+97%
EBIT E&P Q2 anno su anno

💡 Buyback (Riacquisto di Azioni Proprie): cos'è e perché fa salire il titolo

Il Buyback (Riacquisto di Azioni Proprie), chiamato anche share repurchase, è un'operazione con cui un'azienda utilizza la propria liquidità per acquistare le proprie azioni sul mercato, ritirandole dalla circolazione. Il meccanismo che fa salire il titolo è relativamente semplice: riducendo il numero di azioni in circolazione, ogni azione residua incorpora una quota maggiore degli utili aziendali — si dice che aumenta l'EPS (Earnings Per Share — Utile per Azione). In più, l'acquisto diretto da parte dell'azienda crea una domanda aggiuntiva sul titolo. Il buyback è anche un segnale implicito di fiducia del management: un'azienda che riacquista le proprie azioni dice al mercato "riteniamo che il nostro titolo valga più di quanto il mercato stia prezzando". Per Eni, alzare il programma da €2,8 a €3,4 miliardi con risultati record alle spalle è un segnale particolarmente forte per gli azionisti.

3. Gli altri protagonisti: Nexi, Stellantis e UniCredit

La seduta del 29 luglio 2026 non si riduce al solo Eni. Anche altri titoli del FTSE MIB meritano attenzione, con movimenti in entrambe le direzioni che restituiscono un quadro di mercato articolato.

Nexi (+4,26% nella giornata del 29 luglio 2026) è il secondo miglior titolo della seduta. Il gruppo italiano di pagamenti digitali ha pubblicato i risultati del primo semestre 2026 (H1 2026), mostrando una crescita dei ricavi che ha convinto gli investitori. In un settore — i Fintech (Financial Technology — tecnologia finanziaria) e i pagamenti digitali — che beneficia della trasformazione strutturale verso il cashless (pagamenti senza contanti), Nexi continua a consolidare la propria posizione nel mercato europeo.

Stellantis (+3,45% nella giornata del 29 luglio 2026) rimbalza dopo una fase di debolezza. Il gruppo automobilistico italo-franco-americano, nato dalla fusione tra FCA e PSA e poi protagonista dell'acquisizione di Chrysler, aveva accumulato pressioni nelle settimane precedenti a causa delle preoccupazioni sul mercato auto elettrico europeo. Il rialzo del 29 luglio è un Relief Rally (rally di sollievo) — un rimbalzo tecnico dopo un periodo di vendite — più che un segnale di inversione strutturale del sentiment sul settore.

UniCredit (-1,69% nella giornata del 29 luglio 2026) è tra i peggiori del paniere bancario. La seconda banca italiana per capitalizzazione ha ceduto in una seduta difficile per tutto il comparto bancario: l'incertezza sulla decisione Fed e il rialzo del rischio geopolitico hanno creato un clima di Risk Off (avversione al rischio — gli investitori preferiscono asset meno rischiosi nei momenti di incertezza) che penalizza in particolare le banche, percepite come titoli ciclici sensibili allo scenario macro.

Titolo Variazione nella seduta del 29 lug 2026 Nota
Eni +7,00% Utili Q2 2026 da record — utile netto raddoppiato
Nexi +4,26% Risultati H1 2026 positivi — Fintech pagamenti digitali
Stellantis +3,45% Relief Rally (rally di sollievo) — rimbalzo tecnico
UniCredit -1,69% Vendite settore bancario — clima Risk Off (avversione al rischio)
FTSE MIB (indice generale) -0,60% 51.396 punti — mercato a due velocità

💡 EBIT Adjusted (Risultato Operativo Rettificato): come leggere gli utili aziendali

Quando si leggono i bilanci delle grandi aziende quotate, compaiono spesso due versioni degli stessi indicatori: quella "reported" (riportata secondo i principi contabili, che include tutte le voci) e quella "adjusted" (rettificata), che esclude le componenti non ricorrenti o straordinarie. L'EBIT Adjusted (Earnings Before Interest and Taxes Adjusted — Risultato Operativo Rettificato) è il risultato operativo dell'azienda al netto di svalutazioni, plusvalenze da cessioni, costi di ristrutturazione e altre voci che non si ripeteranno nella normale attività futura. Per Eni, l'EBIT adjusted dell'E&P (Esplorazione e Produzione) a €4,77 miliardi fotografa la redditività strutturale del business petrolifero, senza distorsioni. Il confronto tra la versione adjusted e quella reported (€3,319 miliardi vs €2,333 miliardi di utile netto nel Q2 2026) aiuta l'investitore a capire quanto degli utili sia "vero" business ricorrente e quanto sia effetto di partite straordinarie una tantum.

4. Il contesto macro europeo — CAC 40 e le Borse del Vecchio Continente

Piazza Affari non è un'isola: la seduta del 29 luglio 2026 si inserisce in un contesto europeo complessivamente negativo. Il contagio dell'umore avverso al rischio — innescato dalla notizia dell'attacco missilistico iraniano diffusasi nelle prime ore della mattinata europea — ha colpito tutte le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente.

Il CAC 40 (l'indice delle 40 maggiori società quotate alla Borsa di Parigi, gestito da Euronext) chiude la seduta del 29 luglio 2026 in calo del -0,50%, in linea con Milano. Il mercato francese soffre in particolar modo la componente dei titoli del lusso — tradizionalmente sensibili al ciclo economico globale e al sentiment dei mercati emergenti asiatici — e quella bancaria, con BNP Paribas e Société Générale in territorio negativo.

Il DAX (Deutsche Aktienindex — l'indice delle 40 principali società quotate alla Borsa di Francoforte) chiude anch'esso in territorio negativo nella seduta, penalizzato dalla componente industriale e automobilistica che pesa significativamente nell'indice tedesco. La pressione sul settore auto — già sotto stress per la transizione all'elettrico e per la competizione con i produttori cinesi — si fa sentire sull'indice di Francoforte in misura maggiore che sugli omologhi europei.

Il denominatore comune di tutte queste debolezze è la geopolitica: un attacco missilistico in Medio Oriente, anche se intercettato, rimette al centro dell'attenzione il War Premium (premio di guerra — la componente di rischio aggiuntiva che i mercati incorporano nei prezzi degli asset quando aumenta il rischio di un conflitto armato), lo scenario di instabilità che i mercati prezzavano come in diminuzione nei mesi scorsi.

Indice Mercato Chiusura 29 lug 2026 Variazione nella seduta del 29 lug 2026
FTSE MIB Italia (Milano) 51.396 punti -0,60%
CAC 40 Francia (Parigi) -0,50%
DAX Germania (Francoforte) negativo
WTI Crude Oil Petrolio greggio americano $82,34 al barile +3,00%

5. Iran, Giordania e petrolio: il fattore geopolitico che ha mosso i mercati

Per comprendere appieno la seduta del 29 luglio 2026, è necessario analizzare il fattore Iran con la giusta prospettiva. Le forze armate iraniane hanno lanciato nella notte un numero imprecisato di missili balistici contro una base militare americana sul territorio giordano. Il sistema antimissilistico statunitense ha intercettato tutti i missili prima che raggiungessero il bersaglio, e il Pentagono ha confermato l'assenza di vittime tra il personale americano.

Dal punto di vista strettamente militare, l'episodio si è concluso senza conseguenze tragiche. Dal punto di vista dei mercati finanziari, invece, l'impatto è stato immediato e misurabile. Il WTI — che nelle ultime settimane si muoveva in un range tra $76 e $80 — è schizzato a $82,34, un balzo del 3% in poche ore. Il meccanismo è quello classico del rischio geopolitico in Medio Oriente: qualsiasi escalation nella regione mette in discussione la stabilità delle rotte di transito del greggio, in particolare lo Stretto di Hormuz (lo stretto tra Iran e Oman attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale).

L'impatto è stato duplice e apparentemente contraddittorio per Piazza Affari. Da un lato, il rialzo del petrolio ha gonfiato le quotazioni di Eni e di tutti i titoli energetici del listino — un effetto diretto e positivo per chi possiede azioni di compagnie petrolifere. Dall'altro, il rischio geopolitico complessivo ha creato un clima di avversione al rischio che ha pesato sull'indice generale, penalizzando banche, titoli industriali e il sentiment generale degli investitori.

6. Outlook: Fed in serata e la settimana delle grandi trimestrali

La seduta del 29 luglio 2026 si chiude con gli occhi degli investitori puntati sulla serata americana. La Fed (Federal Reserve — la Banca Centrale degli Stati Uniti) tiene la riunione del FOMC (Federal Open Market Committee — Comitato Federale di Mercato Aperto) e il mercato attende l'annuncio sulla politica monetaria. Il consensus (l'aspettativa prevalente tra gli analisti e gli operatori di mercato) è per una pausa nel ciclo di tagli dei tassi di interesse, dopo la riduzione operata nella riunione precedente.

Il comunicato del FOMC e soprattutto la conferenza stampa del Presidente della Fed — il momento in cui i mercati ascoltano ogni singola parola alla ricerca di indicazioni sulla direzione futura della politica monetaria — potrebbero spostare significativamente i mercati nella seduta del 30 luglio. Un tono più cauto del previsto ("hawkish" — da falco, cioè orientato a mantenere i tassi alti più a lungo) peserebbe sulle azioni; un tono accomodante ("dovish" — da colomba, cioè orientato a tagliare i tassi) potrebbe innescare un rally.

La settimana del 28-31 luglio 2026 è anche la settimana più densa di Earnings Season (Stagione delle Trimestrali — il periodo in cui le società quotate pubblicano i risultati finanziari trimestrali) in Europa e negli Stati Uniti. Dopo Eni oggi, nei prossimi giorni pubblicheranno i loro risultati alcune delle principali società dell'indice, rendendo questa settimana cruciale per capire la solidità dei fondamentali del mercato azionario europeo nel secondo semestre del 2026. Gli investitori di lungo periodo guarderanno soprattutto alla guidance (le previsioni ufficiali delle aziende per i trimestri futuri): in un contesto di incertezza geopolitica e di politica monetaria in attesa di ulteriori sviluppi, la visibilità che le aziende sapranno fornire sul futuro sarà il discriminante tra i titoli che saliranno e quelli che soffriranno.

📌 In sintesi — Seduta del 29 luglio 2026
  • FTSE MIB chiude a 51.396 punti (-0,6% nella seduta)
  • Eni +7%: utile netto Q2 raddoppiato a €2,33 miliardi, buyback alzato a €3,4 miliardi
  • Nexi +4,26%, Stellantis +3,45% tra i migliori; UniCredit -1,69%
  • WTI a $82,34 (+3%) dopo l'attacco missilistico iraniano in Giordania
  • CAC 40 -0,50%, borse europee in territorio negativo
  • Attenzione alla Fed in serata e alle trimestrali della settimana