Giovedì 24 settembre Wall Street ha chiuso in ribasso generalizzato dopo che John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, ha dichiarato che un ulteriore rialzo dei tassi entro fine 2026 è "ragionevole". Il mercato obbligazionario ha risposto spingendo il Treasury decennale al 5,14%, e le azioni hanno ceduto terreno: il Nasdaq Composite ha perso l'−1,13% a 26.936 punti, l'S&P 500 ha ceduto lo −0,71% a 7.709 punti e il Dow Jones Industrial Average ha terminato a −0,68% a 51.512 punti. A guidare il ribasso i semiconduttori, con Nvidia, Broadcom e Micron tutti in calo di oltre il punto percentuale.
Williams apre a un altro rialzo: la probabilità FOMC sale al 71%
La dichiarazione che ha mosso i mercati è arrivata dal presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, uno dei banchieri centrali americani più ascoltati. In un intervento pubblico giovedì mattina, Williams ha detto che, alla luce della solidità economica e delle pressioni inflazionistiche ancora presenti, sarebbe "ragionevole" attendersi un altro rialzo del tasso sui Federal Funds entro fine anno. Il tasso è già al 4,00% dopo l'aumento della settimana precedente.
La reazione degli operatori è stata immediata: le probabilità di un rialzo di 25 punti base nella riunione del FOMC (Federal Open Market Committee, comitato di mercato aperto della Fed) di fine ottobre sono balzate al 71% secondo lo strumento CME FedWatch, rispetto al 50% del giorno precedente. Un anno fa, la stessa probabilità era inferiore al 10%. Questo cambiamento repentino nelle aspettative ha trascinato verso l'alto i rendimenti obbligazionari e verso il basso le quotazioni azionarie.
💡 Impara: FOMC — Federal Open Market Committee (Comitato di Mercato Aperto della Fed)
Il FOMC (Federal Open Market Committee, comitato di mercato aperto della Federal Reserve) è il comitato che decide il livello dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Si riunisce circa otto volte all'anno: al termine di ogni riunione pubblica la propria decisione sul tasso sui Federal Funds — il tasso a cui le banche si prestano denaro tra loro durante la notte. Questo tasso è il punto di partenza di tutti gli altri tassi nell'economia: mutui, carte di credito, prestiti alle imprese. I discorsi dei membri del FOMC, come quello di Williams, vengono monitorati attentamente dai mercati perché anticipano le decisioni future: quando un membro chiave dice che un rialzo è "ragionevole", i mercati iniziano a prezzarlo con settimane di anticipo.
Il calo dei chip: perché i semiconduttori soffrono di più con i tassi alti
Il settore dei semiconduttori è stato il più penalizzato nella seduta del 24 settembre. Nvidia ha perso oltre l'−1,2%, Broadcom ha ceduto circa l'−1,4% e Micron Technology ha segnato −1,1%. Anche AMD (Advanced Micro Devices) ha registrato un calo superiore all'1%. La logica è semplice: i titoli tecnologici — e in particolare i produttori di chip, che hanno beneficiato enormemente dell'entusiasmo per l'intelligenza artificiale — vengono valutati in base ai loro utili futuri attesi, spesso lontani nel tempo. Quando i tassi di interesse salgono, il valore attuale di quei profitti futuri diminuisce matematicamente: è quello che i finanzieri chiamano "effetto di sconto".
In parallelo, l'incertezza sul summit Trump-Xi previsto per il giorno successivo pesa anche sul comparto tech: un eventuale inasprimento delle restrizioni sulle esportazioni di chip avanzati verso la Cina potrebbe colpire ulteriormente le prospettive di Nvidia e dei suoi concorrenti. I mercati tendono a "vendersi la notizia" — ovvero ridurre i rischi — prima di eventi diplomatici di alto profilo.
| Indice / Asset | Chiusura 24 set | Variazione giornaliera |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.709,6 | −0,71% |
| Nasdaq Composite | 26.936 | −1,13% |
| Dow Jones Industrial Avg | 51.512 | −0,68% |
| Treasury 10Y (rendimento) | 5,14% | max da 19 anni |
| Probabilità rialzo FOMC ott | 71% | era 50% ieri |
| Nvidia | — | −1,2% |
| Broadcom | — | −1,4% |
| Micron Technology | — | −1,1% |
Treasury al 5,14%: il "tasso privo di rischio" fa concorrenza alle azioni
Il rendimento del Treasury decennale al 5,14% rappresenta un dato storico: è il livello più alto raggiunto dai titoli di Stato americani a dieci anni in quasi vent'anni, proseguendo il trend avviato il giorno precedente con i dati PMI. Per capire l'impatto, è utile confrontarlo con il rendimento implicito dell'S&P 500: il rapporto prezzo/utili (P/E, price-to-earnings) dell'indice si traduce in un "earnings yield" (rendimento degli utili) di circa il 4,5–5%. Quando il Treasury "sicuro" paga il 5,14% — senza rischio di perdite in conto capitale — diventa razionale per molti investitori istituzionali spostare capitali dalle azioni verso le obbligazioni.
Questo meccanismo è noto come il TINA Trade ("There Is No Alternative", non c'è alternativa) al contrario: per anni, con i tassi a zero, le azioni erano l'unica scelta per chi cercava rendimento. Oggi, con i Treasury sopra il 5%, l'alternativa esiste — ed è sicura. Il risultato è una pressione strutturale sui multipli di valutazione delle azioni, in particolare di quelle che crescono lentamente o pagano dividendi modesti.
Il contesto macro: PCE e summit Trump-Xi i prossimi catalizzatori
I mercati guardano ora a due appuntamenti ravvicinati. Il primo è la pubblicazione del PCE (Personal Consumption Expenditures, spesa per consumi personali) di agosto, il venerdì 26 settembre — l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, che determinerà se le pressioni sui prezzi stanno allentando o no. Il secondo è il summit Trump-Xi di venerdì, che potrebbe avere conseguenze importanti sul commercio globale, sulla tecnologia e sulle aspettative di fornitura di petrolio attraverso l'interlocuzione con Pechino sulle pressioni iraniane.
💡 Impara: Federal Funds Rate (Tasso di Riferimento della Fed) e come muove i mercati
Il Federal Funds Rate (tasso di riferimento della Federal Reserve) è il tasso a cui le banche americane si prestano denaro fra loro durante la notte — ed è la leva principale con cui la Fed controlla l'inflazione e la crescita economica. Quando la Fed lo alza, diventa più costoso prendere a prestito: mutui, prestiti, carte di credito diventano più cari, e le aziende investono di meno. Le azioni scendono perché i profitti futuri vengono scontati a un tasso più alto. Le obbligazioni a tasso fisso già emesse perdono valore (perché le nuove pagano di più). Al contrario, quando la Fed abbassa i tassi, l'effetto si inverte. Nel 2026, dopo il rialzo all'1,00% a settembre, il tasso ha già raggiunto il 4,00% — il livello più restrittivo da anni — e Williams lascia intendere che il percorso di stretta non è ancora finito.
| Data | Evento | Rilevanza per i mercati |
|---|---|---|
| 26 set | PCE agosto (inflazione Fed) | Molto alta |
| 25 set | Summit Trump-Xi | Alta |
| Fine ott | FOMC — decisione tassi | Molto alta |
| Fine ott | NFP settembre (occupazione) | Alta |
La seduta del 24 settembre rafforza un quadro che si fa sempre più complicato per le azioni americane: il costo del denaro sale, la Fed non accenna a fermarsi, e i semiconduttori — il settore che ha trainato il mercato nel 2026 grazie all'entusiasmo per l'IA — mostrano i primi segnali di affaticamento. Il Treasury al 5,14% è la cartina di tornasole: finché resterà a questi livelli, il mercato azionario dovrà fare i conti con una concorrenza obbligazionaria che non aveva da quasi vent'anni.