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🇺🇸 Wall Street · 18 Settembre 2026

S&P 500 a 7.650 nella settimana post-Fed: Nasdaq recupera, Dow ancora sotto la pressione dei rendimenti

Perché conta: la settimana in cui la Fed ha alzato i tassi al 4% si chiude con esito misto. Il Nasdaq rimbalza grazie ai tecnologici meno esposti ai tassi; il Dow Jones, pieno di industriali e banche, cede ancora. Chi ha investito in S&P 500 recupera appena, ma il vero tema è il prossimo rialzo previsto entro fine anno.

Il Charging Bull (Toro Caricante) di Broadway, simbolo di Wall Street a Manhattan

Charging Bull a Manhattan · Ken Lund · CC BY-SA 2.0

Alma Finanza · 18 settembre 2026 · Lettura 5 min

La settimana della Federal Reserve (Fed) si chiude con un bilancio diviso a Wall Street. Venerdì 18 settembre l'S&P 500 ha guadagnato lo +0,17% a 7.650 punti, il Nasdaq ha messo a segno uno +0,39% a 26.522, mentre il Dow Jones ha ceduto lo −0,18% fermandosi a 51.682 punti. Sul settimanale il Dow accumula una perdita significativa: martedì 16, quando la Fed ha annunciato il rialzo, il listino industriale aveva perso oltre 600 punti in una sola seduta.

La decisione della Fed: tassi al 4%, primo rialzo dal 2023

Il Federal Open Market Committee (FOMC), il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, ha votato all'unanimità il 16 settembre 2026 di alzare il tasso sui Federal Funds di 25 punti base, portandolo alla forchetta 3,75%–4,00%. È il primo rialzo dal luglio 2023, quando l'allora presidente Powell aveva completato il ciclo di stretta che aveva portato i tassi al 5,25–5,50%.

Questa volta è il governatore Kevin Warsh — nominato alla guida della Fed nel 2025 — a firmare la svolta. La motivazione dichiarata è l'inflazione ancora sopra l'obiettivo del 2%, alimentata dal prezzo del petrolio che dal conflitto in Medio Oriente non è più sceso sotto i 100 dollari al barile.

💡 Impara: Federal Funds Rate (Tasso Obiettivo dei Federal Funds)

Il Federal Funds Rate (tasso obiettivo dei Federal Funds) è il tasso di interesse al quale le banche americane si prestano denaro overnight. È lo strumento principale con cui la Fed controlla l'inflazione: alzarlo rende il denaro più costoso, frenando i consumi e gli investimenti. Un rialzo di 25 punti base significa che il costo del denaro sale dello 0,25%. La conseguenza pratica per i consumatori è un aumento dei tassi su mutui, prestiti auto e carte di credito.

Le proiezioni del FOMC: un altro rialzo in arrivo?

Le cosiddette "dot plot" (proiezioni dei singoli membri del FOMC) indicano che la maggioranza prevede i tassi a 4,00%–4,25% entro la fine del 2026. In pratica, un altro rialzo di 25 punti base è considerato probabile nella riunione di novembre o dicembre. Warsh ha lasciato aperta la porta, sottolineando che le decisioni future dipenderanno dai dati sull'inflazione e sull'occupazione.

Il rendimento del Treasury decennale (Treasury 10Y) si è stabilizzato attorno al 5,01%, livello massimo dal 2007. A questi rendimenti i titoli di Stato americani diventano un'alternativa seria alle azioni per molti investitori istituzionali.

💡 Impara: Dot Plot (Proiezioni del FOMC)

Il "Dot Plot" (diagramma a punti) è un grafico pubblicato dalla Fed quattro volte l'anno in cui ogni membro del FOMC indica in forma anonima dove vede i tassi alla fine di ciascun anno. Non è una promessa, ma un segnale delle aspettative interne. Quando i puntini si spostano verso l'alto, i mercati si aspettano ulteriori rialzi — e generalmente le azioni calano e il dollaro si rafforza.

I dati di venerdì: un misto di segnali

IndiceChiusura 18 setVariazione giornaliera
S&P 5007.650+0,17%
Nasdaq Composite26.522+0,39%
Dow Jones Industrial Avg51.682−0,18%
Treasury 10Y (rendimento)5,01%
WTI Crude Oil$100,30−0,3% circa
Oro (spot)$4.383+0,97%

Il Nasdaq ha sovraperformato grazie ai grandi titoli tecnologici — in particolare le aziende di software e cloud, che soffrono meno l'aumento dei tassi rispetto alle industrie tradizionali e ai titoli finanziari. Il Dow Jones, che comprende 30 grandi industriali e banche, ha invece scontato i maggiori costi di finanziamento.

L'oro salva la settimana: bene rifugio in rally

Inatteso protagonista della settimana è stato l'oro, che venerdì ha guadagnato quasi l'1% chiudendo a 4.383 dollari l'oncia. In un contesto di tassi alti e dollaro forte — condizioni che storicamente penalizzano il metallo giallo perché non produce rendimenti — l'oro tiene grazie all'incertezza geopolitica nel Medio Oriente e alla domanda delle banche centrali dei mercati emergenti.

Anche il Bitcoin ha beneficiato della fiducia degli investitori più speculativi, attestandosi intorno a 81.085 dollari, in recupero dai minimi di agosto sotto i 70.000 dollari.

Le prossime settimane: cosa guardare

La prossima riunione del FOMC è prevista per novembre 2026. Nei prossimi trenta giorni i dati che i mercati monitoreranno con più attenzione sono: l'indice PCE (Personal Consumption Expenditures), misura dell'inflazione preferita dalla Fed; le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione; e gli ordini di beni durevoli. Se l'inflazione non scenderà verso il 2,5%, la probabilità di un ulteriore rialzo a novembre salirà.

SettimanaEventoRilevanza
22–26 setPCE agosto (inflazione Fed)Alta
22–26 setOrdini beni durevoli agostoMedia
Ott 2026Dati CPI settembreAlta
Nov 2026Prossima riunione FOMCAlta

Bank of England: tassi fermi, toni hawkish

Nella stessa settimana anche la Bank of England ha preso la sua decisione: tassi fermi al 3,75% con voto 6-3 del comitato. Ma il governatore Andrew Bailey ha usato toni allarmati sull'inflazione britannica, salita al 3,1% ad agosto e attesa sopra il 4% a inizio 2027. La sterlina ha guadagnato terreno sul dollaro dopo l'annuncio.

La settimana ha confermato un tema centrale per i prossimi mesi: le banche centrali dei Paesi sviluppati non hanno finito di combattere l'inflazione, e i mercati azionari dovranno convivere con costi del denaro elevati ancora a lungo.