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🇺🇸 Wall Street · 15 Settembre 2026

Il Treasury decennale tocca il 5,04%, massimo dal 2007: Wall Street in rosso alla vigilia della Fed

Dow −0,63% a 52.093, S&P 500 −0,45% a 7.586, Nasdaq −0,78% a 25.982. Il rendimento del titolo di Stato americano a dieci anni sale fino al 5,04%, il livello più alto da diciannove anni. I mercati scontano al 93% un rialzo dei tassi mercoledì 16: sarebbe il primo dal luglio 2023.

Redazione Alma Finanza · 15 Settembre 2026
A Alma Finanza Lettura 7 min
La sala del Consiglio della Federal Reserve, dove si riunisce il FOMC
La sala del Consiglio della Federal Reserve, dove si riunisce il FOMC · Foto: Federalreserve, pubblico dominio

Wall Street chiude in calo martedì 15 settembre 2026, nel giorno in cui il mercato obbligazionario americano è tornato a un livello che non si vedeva da diciannove anni. Il Dow Jones cede −328,09 punti (−0,63%) a 52.093,11, l'S&P 500 perde il −0,45% a 7.585,73 e il Nasdaq Composite arretra del −0,78% a 25.981,57. Il Russell 2000, l'indice delle società a bassa capitalizzazione, è il più penalizzato con un −0,96%. Il movimento che spiega tutto il resto arriva però dal mercato dei titoli di Stato: il rendimento del Treasury (titolo di Stato americano) a dieci anni è salito fino al 5,04%, il massimo dal 2007, chiudendo la sessione di New York intorno al 5,00%.

Perché conta: il rendimento del decennale americano è il prezzo del denaro a cui si aggancia mezzo mondo — dai mutui americani alle valutazioni delle azioni tecnologiche. Quando torna al 5% dopo diciannove anni, ogni investimento rischioso deve giustificare perché vale la pena correre un rischio, invece di prendere il 5% senza correrne. È da lì che nasce la discesa degli indici, non da una cattiva notizia sulle aziende.

Le chiusure del 15 settembre 2026

IndiceChiusuraVariazione giornaliera
Dow Jones Industrial Average52.093,11−328,09 pt (−0,63%)
S&P 5007.585,73−0,45%
Nasdaq Composite25.981,57−0,78%
Russell 2000−0,96%
Treasury 10 anni (rendimento)~5,00%massimo intraday 5,04%

Il decennale al 5%: cosa significa un massimo dal 2007

Il rendimento del Treasury a dieci anni ha superato la soglia del 5% per la prima volta dal 2007, salendo martedì fino al 5,04%. Per avere un termine di paragone: l'ultima volta che il decennale americano stazionava sopra il 5% era la primavera del 2007, prima della crisi finanziaria globale. Da allora il mercato si è abituato a quindici anni di denaro a buon mercato, con il rendimento sceso fino a sfiorare lo 0,5% nel 2020.

Il movimento del 15 settembre non nasce da un singolo dato macroeconomico, ma dalla combinazione di due pressioni che si rinforzano a vicenda. La prima è il petrolio sopra i 105 dollari al barile, spinto dalla chiusura dell'oleodotto East-West saudita colpito da droni nei giorni precedenti: un greggio così caro si trasferisce sui prezzi al consumo entro pochi mesi. La seconda è l'attesa che la Federal Reserve reagisca proprio a quella pressione inflazionistica alzando i tassi.

💡 Impara: perché se i rendimenti salgono le azioni scendono

Il valore di un'azione è, in teoria, la somma di tutti i profitti futuri che l'azienda produrrà, riportati a oggi. Per riportarli a oggi si usa un tasso di sconto (discount rate — tasso di attualizzazione), che parte dal rendimento dei titoli di Stato: è il rendimento "senza rischio" a cui ogni altro investimento deve aggiungere qualcosa. Se quel rendimento passa dal 4% al 5%, i profitti futuri valgono meno in termini di oggi, e i prezzi delle azioni scendono anche se l'azienda non ha fatto niente di sbagliato. L'effetto è più forte sulle società di crescita (growth — società che promettono utili lontani nel tempo, tipicamente tecnologiche), ed è la ragione per cui il Nasdaq ha perso più del Dow.

La Fed decide mercoledì 16: rialzo scontato al 93%

Il Federal Open Market Committee (FOMC — Comitato Federale del Mercato Aperto, l'organo della Fed che decide i tassi) ha aperto martedì 15 la sua riunione di due giorni, che si chiude mercoledì 16 settembre alle 14:00 ora di New York, le 20:00 italiane. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, che misura le attese implicite nei contratti futures sui tassi, i mercati scontano una probabilità del 93% di un rialzo di 25 punti base, che porterebbe il tasso di riferimento in una forchetta tra il 3,75% e il 4,00%.

Sarebbe il primo rialzo dal luglio 2023. Dopo oltre due anni in cui la direzione dei tassi è stata verso il basso o ferma, il cambio di segno è il vero motivo di nervosismo dei mercati: non tanto il quarto di punto in sé, quanto il fatto che segnerebbe l'inizio di un ciclo diverso.

💡 Impara: che cos'è un punto base

Un punto base (basis point, abbreviato bp) è un centesimo di punto percentuale: 25 punti base equivalgono allo 0,25%. Nel linguaggio dei mercati si usa per evitare ambiguità — dire "i tassi salgono dell'1%" può significare sia "dal 3% al 4%" sia "dal 3% al 3,03%". Dire "salgono di 100 punti base" significa senza equivoci che passano dal 3% al 4%. Le banche centrali muovono i tassi quasi sempre a scatti di 25 punti base.

Commodities e crypto: l'oro scende, il bitcoin sotto i 76 mila dollari

Il rialzo dei rendimenti ha pesato anche sulle attività che non pagano una cedola. L'oro ha chiuso a 4.295,94 dollari l'oncia (−0,07%), il livello più basso da inizio agosto, frenato dal dollaro forte e dai rendimenti in salita nonostante il contesto geopolitico normalmente favorevole al metallo. Il bitcoin, partito da 78.181 dollari, è sceso sotto i 76.000 dollari, in calo dal massimo di lunedì a 79.580: sulla criptovaluta hanno pesato sia le attese sui tassi sia lo stallo al Senato americano sul CLARITY Act, la legge sulla classificazione degli asset digitali.

Il petrolio resta il convitato di pietra: il WTI (West Texas Intermediate, il greggio di riferimento americano) ha superato i 105 dollari al barile e il Brent si è mosso intorno ai 108 dollari.

AttivitàValore 15 settembreNota
Oro4.295,94 $/oncia−0,07%, minimo da inizio agosto
Bitcoinsotto 76.000 $da 79.580 $ di lunedì
WTI Crudeoltre 105 $/barileoleodotto saudita fermo
Brent~108 $/barilemassimi di periodo

Cosa guardare mercoledì 16

Oltre alla decisione sui tassi, l'appuntamento del 16 settembre porta con sé il dot plot (letteralmente "grafico a punti"), la tabella in cui ogni membro del comitato indica dove vede i tassi nei trimestri successivi. È lì che si legge se il rialzo atteso è un intervento isolato contro lo shock petrolifero o l'inizio di una serie. Storicamente i mercati reagiscono più al dot plot e alle parole del presidente che alla decisione in sé, che a questo punto è già incorporata nei prezzi.

📌 Da ricordare — 15 settembre 2026

Dow −0,63% a 52.093,11 (−328,09 pt) · S&P 500 −0,45% a 7.585,73 · Nasdaq −0,78% a 25.981,57 · Russell 2000 −0,96% · Treasury 10 anni fino al 5,04%, massimo dal 2007, chiusura ~5,00% · Oro 4.295,94 $ (−0,07%) · Bitcoin sotto 76.000 $ · WTI oltre 105 $ · Brent ~108 $ · FOMC: rialzo di 25 pb scontato al 93% per il 16 settembre, a 3,75-4,00%, il primo dal luglio 2023

Nota metodologica: i dati di chiusura sono rilevati da fonti pubbliche di mercato al termine della seduta del 15 settembre 2026. Le probabilità sui tassi sono quelle implicite nei futures sui Fed Funds secondo il CME FedWatch alla stessa data. Le variazioni percentuali si riferiscono alla singola seduta salvo diversa indicazione.