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WALL STREET

Wall Street mista, petrolio crolla -12%: Oracle vola +9% su cloud AI, Kohl's affonda

Dow Jones -34 a 47.706, Nasdaq invariato. WTI crolla da $95 a $83 su speranze de-escalation Iran. Oracle +9% su ricavi cloud +44%

10 Marzo 2026 · Redazione Alma Finanza

Seduta mista a Wall Street lunedì 10 marzo 2026: il Dow Jones chiude a 47.706,51 con un calo di -34,29 punti (-0,07% nella giornata), l'S&P 500 arretra dello 0,21% nella giornata a 6.781,48, mentre il Nasdaq Composite riesce a chiudere in territorio positivo con un simbolico +0,01% nella giornata a 22.697,10. Il vero protagonista della seduta è stato il petrolio WTI, crollato di circa il 12-15% nella giornata da $95 a circa $83 al barile, dopo i commenti di Trump sulla possibile de-escalation con l'Iran. Sul fronte azionario, Oracle è volata del +9% nella giornata su risultati trimestrali sopra le attese, mentre Kohl's è affondata del -9% nella giornata per il mancato raggiungimento delle stime sui ricavi.

Chiusura indici: mercati misti, Dow recupera da -296 punti

IndiceChiusura 10 MarVar. GiornalieraNote
Dow Jones47.706,51-34,29 (-0,07%)Min. intraday -296 pts
S&P 5006.781,48-0,21%In calo nella giornata
Nasdaq Composite22.697,10+0,01%Invariato / flat
VIXIn caloIn discesaDe-escalation Iran

La giornata è stata caratterizzata da una forte volatilità: il Dow Jones ha perso fino a 296 punti nelle prime ore di contrattazione, salvo poi recuperare quasi interamente le perdite nel corso del pomeriggio americano. Il recupero è stato favorito dalle speranze di una de-escalation della crisi iraniana, che hanno fatto crollare il petrolio e ridotto la pressione sui titoli industriali e dei trasporti.

Il VIX, l'indice della volatilità, è risultato in calo nella giornata, un segnale positivo che riflette il ridursi delle tensioni geopolitiche percepite dal mercato.

Petrolio in caduta libera: WTI da $95 a $83 (-12%)

L'evento macro più rilevante della giornata è stato il crollo del petrolio. Il WTI è precipitato da circa $95 a circa $83 al barile, segnando un calo di circa il 12-15% nella giornata. Il Brent ha seguito lo stesso percorso con una discesa analoga.

Il catalizzatore è stato un insieme di dichiarazioni del presidente Trump che hanno aperto la porta a una possibile de-escalation del conflitto con l'Iran. Dopo settimane di escalation militare con il WTI che era schizzato da $67 a $95, i commenti conciliatori hanno innescato una violenta ricopertura delle posizioni short e la chiusura di scommesse rialziste sul greggio.

Il crollo del petrolio ha avuto un effetto a cascata sui mercati: i titoli energetici hanno subito vendite pesanti, mentre i settori più sensibili ai costi dell'energia (trasporti, compagnie aeree, retail) hanno beneficiato del calo. Questo spiega in parte il recupero del Dow Jones dalla fase di massima debolezza intraday.

💡 Impara: Perché il petrolio crolla sulla de-escalation?

Il prezzo del petrolio incorpora un "premio di rischio geopolitico": quando esiste una minaccia alla produzione o al trasporto di greggio (come il blocco dello Stretto di Hormuz), i trader aggiungono un sovrapprezzo al barile. Quando la tensione si riduce, questo premio viene rimosso rapidamente, causando crolli improvvisi. In questo caso, il WTI era salito di oltre il 40% in poche settimane proprio a causa della crisi iraniana: le dichiarazioni di de-escalation hanno fatto evaporare buona parte di quel premio in una sola seduta.

Oracle vola +9%: earnings sopra le attese, cloud AI +44%

Oracle (ORCL) è stata la protagonista assoluta della seduta con un rialzo del +9% nella giornata, dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese degli analisti. Il dato più impressionante è stato la crescita dei ricavi cloud, balzati del +44% su base annua, trainati dalla domanda esplosiva per servizi di intelligenza artificiale.

Il mercato ha premiato la capacità di Oracle di posizionarsi come uno dei principali fornitori di infrastruttura cloud per l'AI, in competizione con Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud. La crescita dei ricavi cloud è stata accompagnata da un miglioramento dei margini operativi, confermando che l'azienda sta monetizzando efficacemente gli investimenti in data center e GPU.

Kohl's affonda -9%: ricavi Q4 sotto le attese

Kohl's (KSS) ha registrato il peggior calo della seduta con un -9% nella giornata, dopo aver comunicato ricavi del quarto trimestre pari a $4,97 miliardi, al di sotto delle attese di consenso di $5,03 miliardi. Il mancato raggiungimento delle stime ha riacceso i timori sulla debolezza dei consumi nel settore retail tradizionale.

Kohl's sta lottando da trimestri per invertire il trend negativo delle vendite comparabili, in un contesto in cui i consumatori americani preferiscono sempre più i canali online e i retailer discount. Il dato ha pesato sull'intero comparto retail nella seduta.

💡 Impara: Cosa significa "revenue miss" e perché impatta il titolo?

Prima della pubblicazione dei risultati trimestrali, gli analisti di Wall Street formulano delle stime di consenso per ricavi e utili di ogni azienda quotata. Quando un'azienda riporta ricavi inferiori alle attese si parla di "revenue miss". Anche una differenza apparentemente piccola (nel caso di Kohl's, $60 milioni su $5 miliardi, circa l'1,2%) può provocare forti vendite perché segnala che il business sta rallentando più del previsto, spingendo gli analisti a rivedere al ribasso le stime future.

Altri titoli in evidenza

TitoloVariazione GiornalieraCatalizzatore
Oracle (ORCL)+9%Earnings beat, cloud AI +44% YoY
TSMC (TSM)+1%Ricavi gen-feb +30% YoY
HPE (Hewlett Packard Enterprise)+3% (premarket)Momentum settore tech
Kohl's (KSS)-9%Revenue miss Q4 ($4,97B vs $5,03B attesi)

TSMC ha guadagnato circa l'1% nella giornata dopo aver comunicato che i ricavi combinati di gennaio e febbraio sono cresciuti del +30% su base annua, confermando la robusta domanda di chip avanzati per smartphone e intelligenza artificiale. Hewlett Packard Enterprise (HPE) ha segnato un rialzo del +3% nel premarket, sostenuta dal momentum positivo nel settore delle soluzioni enterprise.

Il quadro macro: de-escalation e prospettive

La seduta del 10 marzo segna un potenziale punto di svolta dopo settimane dominate dalla crisi iraniana e dal rally del petrolio. Il crollo del WTI da $95 a $83, se confermato nei prossimi giorni, potrebbe allentare significativamente la pressione inflazionistica e dare alla Fed maggiore flessibilità per valutare tagli dei tassi nella seconda metà dell'anno.

Tuttavia, i mercati restano cauti: il Dow ha chiuso comunque in territorio negativo nella giornata e l'S&P 500 non è riuscito a tornare in positivo nonostante il massiccio calo del petrolio. Il Nasdaq ha tenuto meglio degli altri indici grazie alla forza dei titoli tech e in particolare al rally di Oracle.

I prossimi catalizzatori da monitorare saranno l'evoluzione delle trattative diplomatiche sull'Iran, i dati CPI sull'inflazione di febbraio attesi in settimana, e le eventuali indicazioni dalla Fed sul percorso dei tassi di interesse.

📊 Segnale misto: il crollo del petrolio è un fattore positivo per l'economia, ma la cautela dei mercati azionari suggerisce che gli investitori attendono conferme sulla reale de-escalation prima di tornare a comprare con convinzione.