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🏛️ Macro & Fed

PPI USA gennaio +0.5%: inflazione più calda del previsto — Fed ferma, taglio tassi si allontana

📊 Redazione📅 27 Feb 2026👁 2.1K

Il Producer Price Index (PPI) USA di gennaio è salito dello 0.5% mensile, ben sopra le attese di +0.3%. Su base annua il PPI è al 2.9%, il core al 3.6%. I servizi hanno registrato il maggior aumento da luglio (+0.8%), con segnali di trasferimento dei costi tariffari. Il 98% del mercato sconta tassi Fed invariati a marzo. Gli economisti stimano un core PCE di gennaio allo 0.5%, che porterebbe il dato annuo al 3.1%.

I numeri del PPI

ComponenteVariazione mensileAttesoVariazione annua
PPI headline+0.5%+0.3%+2.9%
PPI core (ex food/energy)+3.6%
Servizi+0.8%
Beni-0.3%
Energia-2.7%
Alimentari-1.5%

Servizi in fiamme: l'effetto dazi

La componente servizi è salita dello 0.8%, il massimo da luglio. A trainare, i trade services (margini di grossisti e dettaglianti) con un +2.5%, guidati da un balzo del 14.4% nei margini del settore equipment wholesaling professionale e commerciale. Gli economisti interpretano questo dato come un primo segnale di trasferimento dei costi tariffari ai prezzi finali: le aziende stanno alzando i margini per compensare i dazi.

I beni hanno invece registrato un calo dello 0.3%, con energia a -2.7% e alimentari a -1.5%. Tuttavia, escludendo food ed energia, i beni sono saliti dello 0.7% — un dato preoccupante che conferma pressioni inflazionistiche sottostanti.

Impatto su PCE e Fed

Diversi componenti del PPI entrano nel calcolo del PCE Price Index, la misura di inflazione preferita dalla Fed per il target del 2%. Dopo il dato PPI, gli economisti stimano un core PCE di gennaio allo 0.5%, che porterebbe il dato annuo al 3.1% — ben sopra il target Fed del 2%.

Il mercato reagisce di conseguenza: il 98% degli operatori sconta tassi invariati al 3.50-3.75% a marzo. La probabilità di taglio non supera il 2%. I futures non scontano il primo taglio prima di giugno 2026.

Il contesto inflazionistico

Il PPI totale viaggia a un tasso annualizzato a 3 mesi del 4.7%, in netta accelerazione dal 2.2% di ottobre. Il core PPI è invece sceso dal 4.9% al 3.4% su base trimestrale annualizzata — un segnale misto. Come sintetizzano gli analisti di RealClearMarkets: "un titolo caldo, una realtà più sfumata — beni in raffreddamento, margini volatili, core stabile".

💡 Impara: PPI, CPI e PCE — Le Tre Misure di Inflazione

Negli USA esistono tre principali indicatori di inflazione: PPI (Producer Price Index) misura i prezzi a livello dei produttori — è un indicatore anticipatore. CPI (Consumer Price Index) misura i prezzi al consumo — è il più noto e comprende affitti, cibo, energia. PCE (Personal Consumption Expenditures) è la misura preferita dalla Fed perchè ha un paniere più ampio e si aggiorna più dinamicamente. Il target della Fed è un PCE al 2%. Oggi al 3.1%, siamo ancora un punto percentuale sopra.

💡 Impara: Come i Dazi Alimentano l'Inflazione

I dazi (tariffe sulle importazioni) aumentano il costo delle merci importate. Le aziende hanno tre opzioni: 1) Assorbire il costo nei margini (riducendo i profitti). 2) Trasferire il costo al consumatore (aumentando i prezzi). 3) Trovare fornitori alternativi (spesso più costosi nel breve termine). Il dato PPI di oggi (+14.4% nei margini wholesaling) suggerisce che molte aziende stanno scegliendo l'opzione 2, trasferendo i costi dei dazi Trump al 10-15% sui prezzi finali. Questo è il meccanismo di trasmissione dei dazi all'inflazione.