A LMA FINANZA
← Home
🏛️ Piazza Affari · Venerdì 7 Agosto 2026 · Redazione Alma Finanza

FTSE MIB tocca l'All-Time High (massimo storico assoluto) intraday a 54.042: MPS semestrale +25%, Generali buyback (riacquisto azioni) da €500 mln, STM brilla

Venerdì 7 agosto 2026: Piazza Affari chiude la settimana toccando un nuovo All-Time High (massimo storico assoluto) intraday a 54.042 punti, prima di ripiegare lievemente a 53.717 (+0,06%) in chiusura. La settimana è stata eccellente: +2,96% settimanale. I protagonisti della giornata sono Monte dei Paschi di Siena (MPS), con un utile semestrale 2026 da €1,118 miliardi (+25,3%) che batte le stime, e Assicurazioni Generali, che dopo i conti record annuncia un Buyback (programma di riacquisto azioni proprie) fino a €500 milioni. STMicroelectronics brilla con +3,14%.

Performance di seduta — 7 agosto 2026

Indice / Titolo Valore chiusura Variazione giornaliera Note
FTSE MIB 53.717 pt +0,06% ATH intraday a 54.042 — settimana +2,96%
STMicroelectronics (STM) €48,235 +3,14% Miglior titolo FTSE MIB del giorno
Prysmian €126,00 +1,20% Beneficia dell'ottimismo sull'infrastruttura energetica
Generali €45,38 +1,23% Risultati H1 2026 record + buyback €500 mln annunciato
Enel €10,044 +0,73% Stabile su aspettative di tagli tassi
Monte dei Paschi (MPS) €11,90 +0,19% Semestrale utile +25,3% a €1,118 mld — batte stime analisti
Stellantis (STLAM) €4,789 −1,66% Bernstein abbassa target price da €6,2 a €4
doValue (STAR) €1,83 −5,72% Proseguono pressioni sul titolo, minim aggiornati
ENI €23,28 −0,51% Petrolio debole penalizza il settore energetico

Il nuovo record del FTSE MIB: 54.042 intraday

La seduta del 7 agosto 2026 entrerà nella storia di Piazza Affari: l'indice FTSE MIB ha aggiornato il proprio All-Time High (massimo storico assoluto) toccando quota 54.042 punti durante le contrattazioni, superando il precedente record. La chiusura si è poi assestata a 53.717 punti (+0,06%), con gli investitori che nella seconda parte della seduta hanno parzialmente alleggerito le posizioni in attesa dei dati americani.

La settimana per Piazza Affari è stata straordinaria: +2,96% settimanale, con il FTSE MIB che ha aggiornato più volte il proprio massimo storico nel corso dei cinque giorni. Il rialzo è sostenuto da una combinazione di fattori: utili aziendali italiani solidi (Banco BPM, Generali, MPS), aspettative di tagli dei tassi BCE e Fed, calo del petrolio grazie all'ottimismo sullo Stretto di Hormuz, e un sentiment (sentimento di mercato) complessivamente favorevole sull'Europa rispetto agli USA.

Il controvalore degli scambi a Piazza Affari nella seduta è stato di 3,57 miliardi di euro, superiore alla media giornaliera — segnale che la seduta ha visto volumi significativi nonostante la quiete apparente dell'indice in chiusura.

MPS: semestrale record con utile +25,3% a €1,118 miliardi

La grande protagonista del giorno è Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), che presenta alla comunità finanziaria i risultati del primo semestre 2026 alle 9:00. Il verdetto supera le attese degli analisti: l'utile netto del primo semestre 2026 raggiunge €1,118 miliardi, in crescita del +25,3% anno su anno. Guardando al singolo trimestre, il Q2 2026 (secondo trimestre 2026) ha generato €610 milioni di utile, battendo le previsioni del consensus.

La performance riflette la trasformazione profonda che MPS ha attraversato negli ultimi anni: da istituto in difficoltà strutturali — che aveva richiesto ripetuti salvataggi pubblici e trattative difficili a livello europeo — a banca redditizia e capitalizzata, beneficiaria dell'ambiente di tassi elevati che ha gonfiato il NIM (Net Interest Margin, margine di interesse netto), ovvero la differenza tra i tassi applicati ai prestiti e quelli pagati sui depositi.

La seduta di venerdì pone MPS al centro anche di un altro tema cruciale: l'OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) lanciata da Intesa Sanpaolo e il parallelo tema dell'integrazione con Mediobanca. Gli investitori osservano attentamente come la banca senese gestirà la fase di consolidamento del settore bancario italiano, in un contesto in cui anche la dinamica dei tassi cambia.

💡 Impara: Net Interest Margin (NIM) — il cuore della redditività bancaria

Il NIM (Net Interest Margin, margine di interesse netto) è il principale indicatore della redditività di una banca e si calcola come differenza percentuale tra il tasso medio applicato ai prestiti (mutui, crediti aziendali) e il tasso medio pagato sui depositi e sulla raccolta. In un ambiente di tassi elevati come quello del 2023-2026, le banche hanno visto gonfiare i propri NIM: i tassi sui prestiti sono saliti rapidamente, mentre quelli sui depositi sono rimasti più bassi. Questo "spread" (differenziale di tasso) si traduce direttamente in maggiori ricavi da interesse. Quando le banche centrali (BCE, Fed) iniziano a tagliare i tassi, il NIM si comprime progressivamente, riducendo i ricavi. Per questo il settore bancario italiano — e MPS in particolare — cerca di consolidare i profitti ora, mentre i tassi rimangono ancora relativamente elevati.

Generali: buyback da €500 mln e conti H1 record

Assicurazioni Generali, il principale gruppo assicurativo italiano, annuncia nella giornata del 7 agosto l'avvio di un Share Buyback (programma di riacquisto di azioni proprie) per un importo massimo di €500 milioni. Il programma segue i risultati record del primo semestre 2026, già comunicati il giorno precedente: utile netto adjusted in crescita del +13,7% a €2,543 miliardi, con premi lordi che salgono a €53,42 miliardi (+5,8%).

La reazione del titolo è positiva: Generali chiude a €45,38 (+1,23%). Un buyback di questa dimensione segnala al mercato la solidità patrimoniale del gruppo e la volontà di remunerare gli azionisti in modo più aggressivo. Il Solvency II Ratio (indice di solvibilità) di Generali rimane elevato al 216%, ben sopra i requisiti minimi regolatori, il che consente alla compagnia di allocare capitale al riacquisto di azioni senza compromettere la stabilità finanziaria.

💡 Impara: Share Buyback (riacquisto di azioni proprie) — perché le aziende comprano le proprie azioni

Un Share Buyback (riacquisto di azioni proprie), detto anche "buy-back" o "programma di riacquisto", è un'operazione con cui una società utilizza la propria liquidità per comprare azioni proprie sul mercato. L'effetto principale è la riduzione del numero di azioni in circolazione, il che aumenta il valore di ogni singola azione residua e migliora metriche come l'EPS (Earnings Per Share, utile per azione). Per gli investitori, un buyback è spesso interpretato come un segnale positivo: il management ritiene che le azioni siano sottovalutate e preferisce investire il capitale aziendale riacquistandole piuttosto che in acquisizioni o in espansione organica. Alternativa al dividendo, il buyback è anche fiscalmente vantaggioso in molte giurisdizioni.

STM e il tech europeo: +3,14% trascinato dalle aspettative Fed

STMicroelectronics (STM) brilla con il miglior rialzo del FTSE MIB a +3,14% a €48,235. Il titolo del colosso dei semiconduttori italo-francese è particolarmente sensibile alle aspettative sui tassi di interesse: come gran parte dei titoli tecnologici, la sua valutazione dipende molto dai flussi di cassa attesi nel medio-lungo periodo, che vengono scontati a un tasso che scende quando la Fed allenta la politica monetaria. Il Jobs Report debole negli USA ha quindi avuto un effetto doppiamente positivo su STM: prospettiva di tassi più bassi e notizie di una domanda ancora robusta nel settore automotive e industriale.

Le note negative: Stellantis e doValue

Sul versante negativo, Stellantis cede il −1,66% a €4,789 dopo che la banca d'investimento americana Bernstein ha rivisto al ribasso il proprio Target Price (prezzo obiettivo) sul titolo, abbassandolo da €6,2 a €4,00. Il taglio riflette le preoccupazioni sulla competitività del gruppo automobilistico in un mercato dell'auto elettrica sempre più affollato e sulla pressione sui margini in Europa. La revisione di Bernstein porta il Target Price al di sotto del prezzo di mercato corrente, un segnale tecnico negativo.

doValue, società specializzata nella gestione dei crediti deteriorati, cede il −5,72% a €1,83, proseguendo un trend negativo. Il titolo soffre di preoccupazioni sul proprio modello di business in un contesto in cui il calo dei tassi potrebbe ridurre il numero di crediti in sofferenza delle banche, restringendo il mercato di riferimento per doValue.

Telecom Italia: Moody's avvia revisione per upgrade

Tra le notizie di contorno, Telecom Italia riceve un segnale positivo dall'agenzia di rating Moody's, che avvia una procedura di revisione del rating creditizio con prospettive di un potenziale Upgrade (miglioramento del rating). La revisione è collegata all'OPA (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) volontaria lanciata da Poste Italiane su Telecom Italia TIM, attualmente in corso con scadenza fissata all'11 settembre 2026. Un eventuale upgrade del rating ridurrebbe il costo del debito di TIM e migliorerebbe la struttura finanziaria dell'azienda.

Tema di giornata Protagonista Impatto
Semestrale record Monte dei Paschi di Siena Utile +25,3% a €1,118 mld
Buyback €500 mln Assicurazioni Generali Segnale di forza patrimoniale
Rally semiconductor STMicroelectronics +3,14% sui tagli Fed attesi
Target price tagliato Stellantis Bernstein: obiettivo €4 da €6,2
Rating review upgrade Telecom Italia Moody's avvia revisione positiva
Pressioni settoriali doValue −5,72%, timori su business NPL

Outlook: Piazza Affari avanza, ma i tassi cambiano il vento

Con il FTSE MIB che aggiorna i propri massimi storici ogni pochi giorni, Piazza Affari conferma di essere tra le borse europee con il miglior andamento nel 2026. I driver rimangono solidi: banche italiane con utili record, compagnie assicurative in ottima salute, e settore della difesa e delle infrastrutture energetiche in crescita. Il BTP-Bund Spread (differenziale di rendimento tra il titolo di stato italiano e quello tedesco) si mantiene intorno ai 75 punti base, con il BTP (Buono del Tesoro Poliennale) decennale al 3,9%, segnali di stabilità del rischio paese.

Il cambio di scenario sui tassi — con la Fed e la BCE attese in fase di ulteriore allentamento nei prossimi mesi — rappresenta sia un'opportunità che un rischio per Piazza Affari. Opportunità, perché tassi più bassi riducono il costo del debito delle aziende e stimolano l'economia. Rischio, perché il settore bancario italiano, che ha beneficiato enormemente dei tassi elevati tramite margini di interesse gonfiati, vedrà comprimere i propri profitti man mano che i tagli si accumulano. La sfida per gli investitori è scegliere i titoli che sapranno mantenere i propri livelli di redditività in un ambiente di tassi decrescenti.