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🇮🇹 Piazza Affari · 25 Giugno 2026
🇮🇹 Piazza Affari 📉 FTSE MIB −0,74% 🛢️ Energetici 25 Giugno 2026

Piazza Affari scivola sotto i 52.000: il FTSE MIB cede lo 0,74%. Pesano tecnologici e petrolio in calo

Seconda seduta consecutiva in calo per la Borsa di Milano. Mercoledì 24 giugno 2026 il FTSE MIB ha perso lo 0,74% chiudendo a 51.639 punti, tornando sotto la soglia dei 52.000 dopo i record di metà mese. L'indice ha oscillato tra un minimo di 51.485 e un massimo di 52.062 punti, con volumi di scambi in calo a 3,75 miliardi di euro. A pesare sono stati il clima di avversione al rischio sui mercati globali, la debolezza dei titoli tecnologici e il crollo del petrolio, che ha colpito direttamente i titoli energetici, pesanti nel listino milanese.

Piazza Affari — seduta del 24 Giugno 2026
FTSE MIB
51.639
−0,74%
Minimo seduta
51.485
max 52.062
Volumi
€3,75 mld
da €4,01 mld
WTI Crude
$70,34
sotto $70 in seduta

Sotto i 52.000: una Correzione Ancora Ordinata

Con il calo del 24 giugno, Piazza Affari ha archiviato la seconda seduta negativa di fila, scivolando sotto la soglia psicologica dei 52.000 punti superata trionfalmente a metà giugno. Il movimento, però, resta nei confini di una correzione fisiologica: l'indice è ancora ben sopra i livelli di inizio mese e la discesa è avvenuta con volumi in calo (3,75 miliardi di euro contro i 4,01 del giorno prima), segno che non c'è stata una vendita generalizzata e nervosa, ma piuttosto una presa di profitto ordinata.

💡 Impara: Perché i Volumi di Scambio Sono Importanti?

Il "volume" è la quantità di titoli (o il controvalore in denaro) scambiati in una seduta. È un indicatore prezioso per interpretare i movimenti di prezzo. Un calo accompagnato da volumi alti segnala una vendita convinta e diffusa, potenzialmente preoccupante. Un calo con volumi bassi — come quello di Piazza Affari il 24 giugno — indica invece che pochi stanno vendendo e che la maggioranza degli investitori resta alla finestra: è tipico delle correzioni ordinate, più che degli inizi di un ribasso strutturale.

I Due Freni: Avversione al Rischio e Petrolio

La debolezza di Milano è il riflesso di due dinamiche, entrambe importate dall'estero:

1. L'avversione al rischio globale. Sui mercati internazionali prevale un clima di prudenza (il cosiddetto "risk-off", avversione al rischio): la debolezza dei grandi titoli tecnologici americani — con il Nasdaq al quarto calo consecutivo e Apple giù del 6% — e il timore di tassi alti più a lungo hanno spinto gli investitori a ridurre l'esposizione alle azioni in tutta Europa.

2. Il crollo del petrolio. Il greggio WTI è sceso sotto i 70 dollari per la prima volta da marzo, completando lo smaltimento del "premio di guerra" legato alla crisi USA-Iran. Un petrolio più basso è un bene per l'economia, ma penalizza direttamente i titoli del comparto energetico (Eni, Tenaris, Saipem), che a Piazza Affari hanno un peso rilevante e che subiscono il calo dei ricavi legati alle quotazioni del greggio.

FattoreEffetto su Piazza Affari
Avversione al rischio globale (risk-off)Negativo (vendite generalizzate)
Debolezza dei tecnologici USANegativo per i tecnologici europei
Petrolio sotto $70Negativo per i titoli energetici
Inflazione attesa in caloPositivo (più spazio per la BCE)

Il Lato Positivo Nascosto: il Petrolio Aiuta l'Italia

C'è un risvolto positivo nel calo del greggio, spesso trascurato nelle giornate di Borsa negativa. L'Italia è un Paese fortemente importatore di energia: un petrolio più basso riduce la bolletta energetica nazionale, contiene l'inflazione e migliora i margini delle imprese manifatturiere, che sono energivore.

Inoltre, un'inflazione più contenuta amplia lo spazio per la Banca Centrale Europea (BCE) di tagliare i tassi nella seconda metà del 2026. Per questo, anche se nell'immediato il calo del petrolio penalizza i titoli energetici e contribuisce alla seduta negativa, sul medio termine rappresenta un fattore di sostegno per l'economia e per il listino italiano nel suo complesso.

💡 Impara: Perché un Paese Importatore di Energia Beneficia del Petrolio Basso

L'Italia produce internamente solo una piccola parte del petrolio e del gas che consuma: è un "importatore netto" di energia. Quando i prezzi energetici scendono, il Paese spende meno per importarli, con effetti positivi a catena: migliora la bilancia commerciale (i conti con l'estero), si riduce l'inflazione (l'energia pesa molto sul paniere dei prezzi) e calano i costi di produzione delle imprese. È l'opposto di quanto accade ai Paesi esportatori di petrolio, che invece soffrono quando il greggio scende. Per questo il calo del greggio, pur penalizzando nel breve i titoli energetici di Piazza Affari, è nel complesso una buona notizia per l'economia italiana.

Il Confronto con l'Europa e Wall Street

La seduta di Milano si è inserita in una giornata di debolezza diffusa per i listini europei, tutti frenati dal clima di prudenza globale. A Wall Street, il quadro è stato contrastato: il Dow Jones ha tenuto (+0,14%), mentre il Nasdaq tecnologico ha ceduto per la quarta volta di fila, zavorrato da Apple.

Il filo conduttore è lo stesso che attraversa tutti i mercati in questi giorni: il rincaro delle memorie causato dalla domanda di intelligenza artificiale (il "RAMageddon"), che da un lato colpisce i produttori di dispositivi come Apple, dall'altro premia i produttori di chip come Micron, protagonista in serata di una trimestrale record. Un tema che, pur nascendo negli Stati Uniti, condiziona il sentiment di tutte le Borse, Milano compresa.

Cosa Monitorare nelle Prossime Sedute

Due sedute di calo dopo una corsa così intensa non cambiano il quadro di fondo, che resta solido. La discesa sotto i 52.000 è più una pausa di respiro che un segnale d'allarme: la conferma arriverà dalla capacità del listino di difendere i livelli di supporto nelle prossime giornate.

💡 Impara: Cosa Vuol Dire che un Mercato è in "Risk-Off"?

"Risk-off" (avversione al rischio) descrive una fase in cui gli investitori, preoccupati per il contesto, riducono l'esposizione agli asset più rischiosi (le azioni, soprattutto tecnologiche) e cercano protezione in strumenti più sicuri. È l'opposto del "risk-on" (propensione al rischio). Nelle giornate di risk-off, come il 24 giugno, tendono a scendere insieme azioni di tutto il mondo, anche di Paesi e settori senza problemi specifici: è l'umore generale del mercato, più che i fondamentali delle singole aziende, a guidare i prezzi nel breve termine.

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