Piazza Affari ha vissuto la settimana più difficile di settembre 2026, stretta tra due rialzi dei tassi annunciati quasi in contemporanea: quello della BCE (Banca Centrale Europea) il 10 settembre e, oggi 16 settembre, l'atteso annuncio della Federal Reserve americana. Il FTSE MIB (l'indice delle 40 principali società quotate a Milano) aveva già accusato la botta il 14 settembre, cedendo −1,68% a 51.628 punti — la seduta più negativa del mese. Prysmian è risultata la maglia nera con −7%, seguita da STM (−6,5%), Tenaris (−3,98%) e Saipem (−3,6%).
Perché conta: quando due banche centrali alzano i tassi nella stessa settimana, le imprese italiane quotate pagano di più per finanziarsi — e quelle più indebitate, come le utility e le telecom, vengono penalizzate in borsa. In più, tassi BCE più alti rendono i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali — titoli di Stato italiani a medio-lungo termine) più competitivi rispetto alle azioni, sottraendo flussi all'azionario.
La settimana della doppia stretta: BCE il 10, Fed il 16
Il 10 settembre 2026 la BCE ha alzato tutti e tre i tassi di riferimento di 25 punti base. Il deposit facility rate (tasso sui depositi delle banche presso la BCE) è salito al 2,50%, il main refinancing rate (tasso principale di rifinanziamento — la principale leva di politica monetaria BCE) al 2,65% e il marginal lending rate (tasso sui prestiti marginali) al 2,90%. La motivazione: l'inflazione nell'Area Euro era risalita al 3,3% ad agosto, il livello più alto da settembre 2023, alimentata dal petrolio sopra i 100 dollari.
Sei giorni dopo, oggi 16 settembre, è la volta della Federal Reserve. Se — come atteso dall'78,5% dei futures sui Fed Funds — il FOMC alzerà i tassi di altri 25 punti base, il differenziale di tasso tra le due sponde dell'Atlantico rimarrà favorevole al dollaro, con ulteriori pressioni sull'euro e, di riflesso, sui mercati europei che importano petrolio in valuta americana.
💡 Impara: Deposit Facility Rate BCE (tasso sui depositi BCE)
È il tasso di interesse che la BCE paga alle banche commerciali che parcheggiano la liquidità in eccesso presso di lei. Quando questo tasso sale, le banche hanno un incentivo maggiore a tenere denaro "fermo" invece di prestarlo all'economia. È diventato il principale segnale di politica monetaria della BCE a partire dal 2022, ed è quello che muove di più i mercati obbligazionari e azionari europei quando la BCE annuncia una variazione.
I movimenti del FTSE MIB nella settimana 8–14 settembre
| Data | FTSE MIB | Variazione | Nota |
|---|---|---|---|
| 8 settembre | — | −0,1% | STM maglia nera, INWIT e TIM al rialzo |
| 9 settembre | ~52.000 | −0,6% | Male Leonardo, Fincantieri e Poste |
| 10 settembre | 51.807 | −0,1% | BCE alza tassi +25 pb; Lottomatica in sprint |
| 11 settembre | — | — | CPI USA al 3,4%, attesa per Fed |
| 14 settembre | 51.628 | −1,68% | Crollo chip, AI slowdown, sola Tenaris/Eni/Iveco in verde |
Prysmian: −7% il 14 settembre, la peggiore del FTSE MIB
Prysmian, il colosso milanese dei cavi elettrici e in fibra ottica tra i più internazionalizzati del listino, ha perso il 7% nella seduta del 14 settembre, la performance peggiore dell'intero FTSE MIB nel mese. Il titolo era già sotto pressione nelle settimane precedenti a causa dei timori di revisione al ribasso delle guidance (obiettivi di redditività) per l'esercizio 2026, legati all'aumento dei costi delle materie prime e alla concorrenza asiatica nel segmento cavi sottomarini.
STM (STMicroelectronics — il produttore italo-francese di semiconduttori quotato sia a Milano che a Parigi) ha ceduto il 6,5%, trascinata dalla crisi del settore chip seguita alle dichiarazioni dei CEO di Anthropic e OpenAI che hanno invocato un rallentamento dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Tenaris, Eni e Iveco sono rimaste le uniche tre blue chip in territorio positivo nella giornata.
💡 Impara: BTP (Buoni del Tesoro Poliennali — titoli di Stato italiani a medio-lungo termine)
I BTP sono le obbligazioni emesse dal Tesoro italiano per finanziare il debito pubblico. Quando i tassi di interesse salgono — per effetto di BCE o Fed — i BTP emessi di recente offrono cedole più alte, diventando più attraenti rispetto alle azioni. Questo crea un trasferimento di capitali dall'azionario all'obbligazionario, e spiega perché borse come Piazza Affari tendono a scendere quando le banche centrali alzano i tassi. Lo spread BTP-Bund misura la differenza di rendimento tra il decennale italiano e quello tedesco: più è alto, maggiore è il "rischio Italia" percepito dal mercato.
I titoli protagonisti della settimana
| Titolo | Variazione 14 set | Note |
|---|---|---|
| Prysmian | −7,0% | Timori guidance 2026, costi materie prime |
| STMicroelectronics | −6,5% | Contagio dal crollo chip AI a Wall Street |
| Tenaris | −3,98% | Petrolio WTI in leggera flessione |
| Saipem | −3,6% | Settore oil&gas in ritirata |
| Tenaris | in rialzo | Unico positivo nel settore energia |
| Eni | + | Sostenuta dal WTI sopra 100$ |
| Iveco | + | Dati di consegna veicoli industriali |
Outlook: cosa attende Piazza Affari dopo la Fed
Se il FOMC alzerà i tassi al 4% come atteso, la reazione di Piazza Affari dipenderà dalla comunicazione di Warsh nella conferenza stampa delle 20:30. Un tono aggressivo sull'intenzione di continuare a salire peserebbe ulteriormente sui titoli growth e sui finanziari italiani, già colpiti dall'aumento dei tassi BCE. Un segnale di pausa imminente potrebbe invece generare un rimbalzo tecnico sulle blue chip più penalizzate.
I titoli da seguire nelle prossime sedute: Prysmian (in attesa di dichiarazioni del management sull'evoluzione delle guidance), STM (sensibile alle notizie dal settore AI) e le banche italiane come Intesa Sanpaolo e UniCredit, le prime a beneficiare dei tassi più alti sul margine di interesse ma potenzialmente esposte a un deterioramento del credito se la stretta monetaria rallentasse l'economia reale.
📌 Da ricordare — settimana 8–16 settembre 2026
FTSE MIB 14 set: 51.628 (−1,68%) · Prysmian −7% · STM −6,5% · BCE +25 pb il 10 set (deposit rate 2,50%) · Fed annuncia oggi 16 set · Spread BTP-Bund da monitorare · CPI Area Euro 3,3% · Inflazione USA 3,4%