Martedì 13 maggio 2026, Piazza Affari torna a brillare: il FTSE MIB (il principale indice della Borsa di Milano) chiude in rialzo dello 0,76% a 49.480 punti, avvicinandosi pericolosamente alla soglia psicologica dei 50.000 punti. Il grande protagonista della seduta è STMicroelectronics, che balza del 6,25% a 50,63 euro raggiungendo i livelli più alti dal novembre 2000. Saipem e Prysmian completano il podio dei migliori del giorno.
STMicroelectronics: Balzo Storico ai Massimi del 2000
STMicroelectronics (ticker: STM, quotata sia a Milano che a Parigi) è stata la star indiscussa della seduta del 13 maggio. Il colosso italo-francese dei semiconduttori (semiconductor — produttori di chip) ha guadagnato il 6,25%, portandosi a 50,63 euro per azione e toccando i livelli più alti dai tempi della bolla dot-com del novembre 2000. Un balzo che ha trascinato l'intero comparto tecnologico italiano.
Il rally (rialzo improvviso e deciso) di STM è alimentato da una combinazione di fattori: l'ottimismo per il vertice Trump-Xi Jinping a Pechino, che potrebbe sbloccare forniture di terre rare (rare earths — minerali critici per la produzione di chip) e ridurre le tensioni sui dazi sui semiconduttori, e la ripresa globale della domanda di chip per veicoli elettrici (EV — Electric Vehicle) e applicazioni di intelligenza artificiale.
I titoli blue chip (primo piano) sono le azioni delle grandi aziende consolidate, con lunga storia di stabilità finanziaria e dividend (dividendi — distribuzione di utili agli azionisti) regolari. Il termine nasce dal poker, dove le fiches blu hanno il valore più alto. Nel FTSE MIB troviamo blue chip italiani come STMicroelectronics, Enel, Intesa Sanpaolo, Ferrari e ENI. Sono considerati investimenti più sicuri rispetto alle piccole e medie imprese, ma non immune da oscillazioni come quella di oggi.
FTSE MIB: Il Listino Vola verso i 50.000 Punti
La seduta del 13 maggio recupera le perdite della vigilia: il 12 maggio il FTSE MIB aveva chiuso in calo dell'1,4% a 48.990 punti, colpito dalla delusione del dato CPI (Consumer Price Index — Indice dei Prezzi al Consumo) americano. Oggi il rimbalzo (bounce — ripresa dopo una caduta) del 0,76% riporta il listino a 49.480 punti, a soli 520 punti dal traguardo psicologico dei 50.000.
I settori energia e industria hanno guidato la ripresa, con il comparto tech che ha beneficiato dell'effetto-STM. Le banche (bancari — titoli del settore bancario) hanno registrato andamenti misti: Intesa Sanpaolo e Unicredit sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre i titoli più esposti ai tassi hanno sofferto l'impatto del PPI americano caldo.
| Indice Europeo | Chiusura | Var. Giornaliera | Nota |
|---|---|---|---|
| FTSE MIB (Milano) | 49.480 | +0,76% | Vicino ai 50.000 punti |
| DAX (Francoforte) | — | +0,66% | Guidato dall'industria tedesca |
| CAC 40 (Parigi) | — | -0,36% | Lusso e banche in difficoltà |
| FTSE 100 (Londra) | — | — | — |
I Migliori e Peggiori Titoli del FTSE MIB
La performance di oggi vede una netta prevalenza di titoli in territorio positivo. STMicroelectronics guida la classifica con distacco. Il comparto energetico beneficia delle notizie sul viaggio di Trump in Cina, dove l'energia è uno dei temi in agenda tra i due leader. Saipem, società specializzata in servizi per il settore oil & gas (petrolio e gas), sale del 2,85% a 4,589 euro.
Prysmian, leader mondiale nei cavi elettrici e in fibra ottica, recupera il 3,97% dopo le perdite dei giorni precedenti. Il titolo beneficia della ripresa della domanda globale di infrastrutture di rete, tema caldo nell'era dell'AI e della transizione energetica (energy transition — passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili).
| Titolo | Settore | Prezzo (€) | Var. Giornaliera |
|---|---|---|---|
| STMicroelectronics | Semiconduttori (chip) | 50,63 | +6,25% |
| Prysmian | Cavi e reti | — | +3,97% |
| Saipem | Servizi Oil & Gas (petrolio e gas) | 4,589 | +2,85% |
| Diasorin | Diagnostica medica | — | +1,5% |
| Banco BPM | Banche | — | -0,4% |
L'Asta BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) e i Rendimenti
Nella giornata di oggi si è tenuta anche un'asta di BTP (Buoni del Tesoro Poliennali — titoli di stato italiani a lungo termine), che ha visto i rendimenti (yield — tasso di interesse riconosciuto ai detentori del titolo) attestarsi sui massimi del 2024. Il rendimento del BTP decennale (a 10 anni) ha raggiunto il 4,1%, con lo spread (differenziale di rendimento) rispetto al Bund tedesco (titolo di stato tedesco di riferimento in Europa) che si è mantenuto stabile intorno ai 115 punti base.
L'asta ha registrato una domanda (bid — richiesta degli investitori) superiore all'offerta, segnale positivo per la fiducia degli investitori nel debito italiano. I tassi elevati degli ultimi anni hanno reso i BTP interessanti per gli investitori in cerca di rendimenti certi, contribuendo a mantenere stabile la percezione del rischio-Paese (country risk — rischio legato all'investimento in un determinato paese).
Lo spread BTP-Bund è la differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani (BTP) e quelli tedeschi (Bund), considerati i più sicuri d'Europa. Si misura in "punti base" (basis points — centesimi di punto percentuale): 100 punti base = 1%. Quando lo spread sale, significa che gli investitori chiedono un compenso maggiore per prestare denaro all'Italia rispetto alla Germania, segnalando una percezione di rischio più alta. Uno spread a 115 punti base significa che il BTP italiano rende l'1,15% in più del Bund tedesco.
Contesto Macro: Europa Guarda al Vertice Trump-Xi
Come Wall Street, anche Piazza Affari è rimasta con un occhio puntato su Pechino, dove Trump ha atterrato nel corso della giornata con una delegazione di 17 grandi CEO americani. Per i mercati europei, il vertice Trump-Xi rappresenta un'opportunità di riduzione delle tensioni commerciali globali che potrebbero rilanciare gli scambi internazionali — un elemento positivo per economie export-oriented (orientate all'esportazione) come quella italiana.
Il petrolio in calo (WTI a 100,67 dollari, Brent a 106,26 dollari) è un elemento favorevole per l'Italia, paese altamente dipendente dalle importazioni energetiche. Prezzi dell'energia più bassi riducono i costi produttivi per le aziende italiane e alleggeriscono la bolletta energetica delle famiglie, con effetti positivi sulla domanda interna (consumer spending — spesa dei consumatori).