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Piazza Affari

FTSE MIB −1,35%, peggiore d'Europa: banche ko col petrolio alto, ENI brilla

Giovedì 8 ottobre 2026 · Redazione Alma Finanza

Perché conta: chi ha un conto deposito o un investimento in fondi azionari italiani oggi ha perso più di chiunque altro in Europa. Il nodo è la combinazione tra petrolio caro e rendimenti in rialzo: due fattori che penalizzano le banche — che guadagnano meno con i prestiti quando i titoli di Stato costano troppo — e che alzano i costi delle famiglie italiane.

Piazza Affari chiude giovedì 8 ottobre come la peggiore borsa europea: il FTSE MIB perde l'1,35% a 49.365 punti, scivolando sotto la soglia psicologica dei 50.000. Parigi cede lo 0,66%, Francoforte l'1,18%. Il settore bancario italiano paga il conto più salato: l'indice delle banche scende del 2,9%, con Unicredit, Intesa Sanpaolo, MPS e Mediobanca tutte in rosso. Solo i titoli energetici si salvano: ENI guadagna il 2,66%, beneficiando del petrolio che vola sopra i 91 dollari al barile.

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La Torre UniCredit nel distretto di Porta Nuova a Milano, sede principale di UniCredit
La Torre UniCredit nel distretto di Porta Nuova a Milano, sede principale di UniCredit · Foto: Luca Nebuloni, CC BY 2.0

La seduta: il mercato torna sotto 50.000

Il FTSE MIB aveva già sofferto martedì e mercoledì, ma il colpo definitivo è arrivato giovedì, con un doppio effetto negativo: l'ascesa del petrolio (Brent sopra i 103 dollari) e la pressione sui BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) italiani, con i rendimenti che sono tornati a salire. La seduta si è chiusa con un spread BTP-Bund di 112 punti base e un rendimento del decennale italiano al 4,61%.

Il ritorno sotto quota 50.000 del FTSE MIB è significativo: a settembre l'indice aveva toccato i 52.000 punti, un livello record. In sole due settimane è tornato ai valori di inizio estate, cancellando parte dei guadagni accumulati.

Titolo / IndiceChiusura 8/10Variazione giornaliera
FTSE MIB49.365−1,35%
Indice Banche Italia—−2,90%
STMicroelectronics (STM)—−3,75%
Stellantis (STLAM)—−2,98%
TIM (TITR)—−3,63%
ENI (ENI)—+2,66%
Spread BTP-Bund112 bps—
BTP 10 anni rendimento4,61%—

💡 Impara: lo Spread BTP-Bund (differenziale di rendimento)

Lo spread BTP-Bund misura la differenza di rendimento tra il BTP italiano a 10 anni e l'equivalente titolo di Stato tedesco. Se il BTP rende il 4,61% e il Bund il 2,49%, lo spread è 212 punti base... ma in questa giornata lo spread si è ridotto a 112 bps, segno che gli investitori considerano l'Italia meno rischiosa rispetto al picco di crisi. Tuttavia un BTP al 4,61% significa che il governo italiano paga caro il proprio debito: ogni punto in più di rendimento si traduce in miliardi di euro in più di interessi.

Le banche: perché il petrolio alto fa male ai titoli bancari

Il legame tra petrolio alto e crollo delle banche non è immediato, ma è reale. Il meccanismo funziona così: il petrolio caro alimenta l'inflazione; l'inflazione alta costringe la BCE (Banca Centrale Europea) a mantenere i tassi elevati più a lungo; tassi elevati aumentano il costo dei prestiti alle imprese e alle famiglie, aumentando il rischio di insolvenze nel portafoglio crediti delle banche; nel frattempo, i rendimenti dei BTP salgono, riducendo il valore dei titoli di Stato che le banche italiane detengono in portafoglio.

Unicredit e Intesa Sanpaolo, che insieme rappresentano quasi il 30% del peso nel FTSE MIB, hanno ceduto entrambe oltre il 2,5%. MPS (Monte dei Paschi di Siena) e Mediobanca hanno seguito la stessa direzione.

STM e Stellantis: tech e auto unite nel ribasso

STMicroelectronics (-3,75%) ha risentito del selloff globale sui chip che ha caratterizzato anche Wall Street. STM produce semiconduttori sia per il settore automotive sia per l'elettronica di consumo, e il doppio fronte — auto elettrica rallenta in Europa, chip AI sotto pressione in USA — ha pesato sulla seduta.

Stellantis (-2,98%) ha scontato le preoccupazioni sui volumi produttivi in Italia, con indiscrezioni su possibili revisioni al ribasso dei piani industriali per il biennio 2026-2027 nello stabilimento di Melfi e in altri siti nazionali.

Borsa europeaChiusura 8/10Variazione giornaliera
FTSE MIB (Milano)49.365−1,35%
DAX (Francoforte)—−1,18%
CAC 40 (Parigi)—−0,66%

💡 Impara: Spread (differenziale di rendimento)

In finanza il termine spread indica la differenza tra due tassi o rendimenti. Lo spread BTP-Bund misura quanto l'Italia deve pagare in più rispetto alla Germania per prendere denaro in prestito. Uno spread alto segnala che i mercati percepiscono l'Italia come un debitore più rischioso e richiedono quindi un compenso maggiore per finanziare il suo debito pubblico. Uno spread elevato si traduce automaticamente in oneri finanziari più alti per lo Stato italiano — e, indirettamente, per tutti i contribuenti.

ENI: l'unica isola felice

In un contesto di ribasso generalizzato, ENI ha chiuso in netto rialzo del 2,66%. Il gruppo energetico italiano beneficia direttamente del prezzo del petrolio alto: ogni dollaro in più al barile si traduce in maggiori ricavi per le attività di estrazione e raffinazione. Con il Brent sopra i 103 dollari — un livello record degli ultimi mesi — il margine operativo di ENI si espande automaticamente, rendendo il titolo un rifugio naturale nelle giornate di incertezza geopolitica.

La stessa logica vale per Saipem e Tenaris, entrambe legate all'industria dell'energia e che hanno registrato performance positive nella seduta.

Nota metodologica: i dati di mercato si riferiscono alla chiusura di giovedì 8 ottobre 2026 (ora di Milano). I valori degli indici sono indici puri. Lo spread BTP-Bund è calcolato sui rendimenti a 10 anni.