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Petrolio e Stretto di Hormuz: Iran chiude il passaggio, WTI verso $120?

Il 31% del greggio mondiale via mare transita dallo Stretto. JP Morgan stima spike a $120-130. Arabia Saudita ha pipeline alternative

28 Febbraio 2026 · Redazione Alma Finanza

L'attacco militare USA-Israele all'Iran del 28 febbraio 2026 ha scatenato la più grande crisi energetica dal 1979. L'Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo attraverso il quale transita il 31% del greggio mondiale trasportato via mare. Il WTI è già balzato a $70,6 al barile nei mercati crypto del weekend (+6,2%), e gli analisti prevedono possibili spike ben oltre i $100.

I numeri dello Stretto di Hormuz

DatoValore
Larghezza minima33 km
Greggio in transito (2025)13 milioni barili/giorno
Quota sul greggio mondiale via mare31%
GNL dal Qatar in transito~80 milioni tonnellate/anno
Paesi esportatori dipendentiArabia Saudita, Iraq, Kuwait, UAE, Qatar, Iran

Le proiezioni degli analisti

Diverse banche d'affari hanno pubblicato stime d'emergenza sull'impatto sui prezzi del petrolio:

AnalistaScenarioPrezzo stimato WTI
JP MorganBlocco completo Hormuz + escalation$120-130
Lombard OdierSpike temporaneo$100+
Rystad EnergyStrike limitati, no regime change$75-80 (+$5-10 paura)
CSISGuerra ampia, disruption tanker$90+

💡 Impara: Perché il petrolio sale quando c'è una guerra?

Il prezzo del petrolio è determinato dalla domanda e offerta globale. Quando scoppia un conflitto in una regione produttrice di petrolio, gli investitori temono che l'offerta venga ridotta (pozzi danneggiati, rotte marittime bloccate, sanzioni). Questo "premio di rischio geopolitico" fa salire il prezzo anche se non c'è ancora una riduzione fisica dell'offerta. È la paura stessa che muove i prezzi.

Le pipeline alternative: chi può bypassare Hormuz?

Non tutto il petrolio del Golfo è ostaggio dello Stretto. Esistono importanti infrastrutture alternative:

Il mercato è già sovra-approvvigionato

Un fattore che potrebbe limitare lo spike è che il mercato petrolifero globale è attualmente sovra-approvvigionato. Questo significa che c'è più offerta che domanda, il che fornisce un cuscinetto. Inoltre, gli analisti notano che l'Iran stesso non ha incentivo a chiudere veramente lo Stretto, perché bloccherebbe le proprie esportazioni verso la Cina, il suo principale cliente.

💡 Impara: Cos'è il "premio di rischio geopolitico" sul petrolio?

Il premio di rischio geopolitico è la componente del prezzo del petrolio che riflette i rischi legati a conflitti, sanzioni o instabilità politica. In tempi normali, il petrolio è prezzato principalmente su domanda/offerta. Ma durante crisi come quella USA-Iran, si aggiunge un premio di $5-30 al barile che riflette la probabilità di disruption dell'offerta. Questo premio può scomparire rapidamente se la crisi si risolve, causando un crollo improvviso dei prezzi.

Impatto sull'inflazione e sulla Fed

Un rialzo persistente del petrolio sopra i $90-100 avrebbe conseguenze dirette sull'inflazione USA, già sotto pressione con il PPI a +0,5%. Con la Fed ferma al 3,5-3,75% e l'inflazione vicina al 3%, un'impennata energetica toglierebbe alla banca centrale qualsiasi spazio di manovra per tagliare i tassi, prolungando la politica restrittiva e penalizzando i mercati azionari.

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