Una settimana che rimarrà nei libri di storia del mercato petrolifero. Il WTI ha chiuso venerdì 6 marzo a $90,90 al barile, in rialzo del 12,21% nella giornata (+$9,89). Il Brent ha raggiunto i $92,69 (+8,52%). Ma il dato che lascia senza fiato è il bilancio settimanale: +35,63% per il WTI, il rialzo settimanale più grande nella storia dei contratti futures, che risale al 1983. Il Brent ha registrato un +28% nella settimana, il massimo da aprile 2020.
La cronologia di una settimana storica
| Benchmark | Chiusura 6 Mar | Var. Giornaliera | Var. Settimanale |
|---|---|---|---|
| WTI (Aprile 2026) | $90,90/barile | +12,21% | +35,63% |
| Brent (Maggio 2026) | $92,69/barile | +8,52% | +28% |
Una settimana fa, il WTI era sotto i $67 al barile. In soli cinque giorni di contrattazione, il prezzo è quasi raddoppiato, passando da livelli considerati "normali" a quelli che non si vedevano da luglio 2024. Il rally è stato alimentato da una combinazione di fattori geopolitici senza precedenti.
Hormuz: l'arteria globale è quasi ferma
Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre il 10% del petrolio mondiale (circa 17 milioni di barili al giorno in condizioni normali), è praticamente bloccato. Il traffico marittimo è rallentato a livelli minimi a causa della minaccia di missili e droni iraniani. Senza una riapertura rapida, i Paesi del Golfo rischiano di esaurire la capacità di stoccaggio.
L'Iraq ha già chiuso 1,5 milioni di barili al giorno di produzione. Il Kuwait ha iniziato a tagliare la propria produzione per la stessa ragione: non c'è più dove mettere il petrolio estratto se non può essere spedito. Questo ha creato uno scenario di shock di offerta che il mercato non vedeva dalla guerra del Golfo del 1990.
💡 Impara: Lo Stretto di Hormuz — il collo di bottiglia del mondo
Lo Stretto di Hormuz è uno stretto passaggio tra Iran e Oman, largo appena 33 km nel punto più stretto. Da qui passa circa un quinto del petrolio consumato al mondo ogni giorno. Se viene bloccato, l'alternativa per i produttori del Golfo (Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Emirati) sono oleodotti terrestri con capacità molto limitata. Ecco perché la chiusura di Hormuz ha un impatto così devastante sui prezzi.
Trump e la resa incondizionata
Venerdì il presidente Trump ha chiesto la resa incondizionata dell'Iran, allontanando qualsiasi prospettiva di soluzione diplomatica. La dichiarazione ha innescato l'ultimo spike del petrolio nella sessione, portando il WTI da circa $81 a $90,90 nel giro di poche ore.
La guerra è ormai al settimo giorno senza segnali di de-escalation. Gli analisti iniziano a considerare scenari in cui il petrolio potrebbe raggiungere i $100-$120 al barile se il conflitto si prolungasse e la produzione del Golfo restasse compromessa per settimane.
L'impatto sull'economia globale
Un petrolio a $90 ha conseguenze a catena su tutta l'economia:
- Inflazione: i costi energetici si trasmettono rapidamente ai prezzi al consumo. La benzina alla pompa negli USA è già a $2,59/gallone e sale
- Banche centrali: la Fed è costretta a mantenere i tassi alti più a lungo, rinviando i tagli attesi
- Settore trasporti: compagnie aeree e di logistica vedono i margini compressi
- Titoli energetici: le major petrolifere (Exxon, Chevron, ENI, Shell) beneficiano direttamente
💡 Impara: WTI vs Brent — qual è la differenza?
Il WTI (West Texas Intermediate) è il benchmark petrolifero americano, quotato a Cushing, Oklahoma. Il Brent è il benchmark europeo e internazionale, basato sul greggio del Mare del Nord. Il Brent è generalmente più caro del WTI perché riflette i costi di trasporto e le dinamiche geopolitiche globali. Quando i due prezzi divergono significativamente, si parla di "spread WTI-Brent" — un indicatore delle tensioni regionali nel mercato energetico.
Cosa aspettarsi la prossima settimana
Con il petrolio a $90 e lo Stretto di Hormuz bloccato, la situazione è estremamente volatile. Se l'OPEC+ decidesse un aumento d'emergenza della produzione (usando la capacità residua dell'Arabia Saudita), il prezzo potrebbe stabilizzarsi. Ma se il conflitto si allargasse o la chiusura di Hormuz diventasse totale, gli analisti non escludono il ritorno a $100 al barile già la prossima settimana.
Washington sta valutando opzioni per contenere i prezzi, incluso il rilascio di riserve strategiche (SPR), ma finora non sono state annunciate misure concrete.
⚠️ Massima allerta: il petrolio a $90 è il livello più alto da luglio 2024. Se Hormuz resta bloccato, i $100 al barile sono a portata di mano. L'impatto su inflazione, tassi e mercati azionari potrebbe essere significativo.