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Lululemon crolla: guidance 2026 delude, proxy battle con il fondatore Chip Wilson, -52% in un anno

17 Marzo 2026 ยท Redazione Alma Finanza

Lululemon Athletica (LULU) ha pubblicato i risultati del quarto trimestre 2025 con numeri superiori alle attese degli analisti, ma il mercato ha punito il titolo con un crollo di circa -8% nell'after hours: la colpa รจ interamente della guidance 2026, che si รจ rivelata ben al di sotto del consensus su ogni metrica. Il titolo quota intorno ai $170-180, in calo del 23% da inizio anno 2026 e del 52% rispetto a dodici mesi fa. A complicare ulteriormente il quadro: l'azienda รจ priva di un CEO dopo le dimissioni di Calvin McDonald a fine gennaio, e il fondatore miliardario Chip Wilson ha avviato una proxy battle per influenzare la direzione strategica dell'azienda.

Q4 2025: i risultati battono le attese, ma conta solo il futuro

Sul fronte dei risultati storici, Lululemon ha mostrato un Q4 2025 solido. L'utile per azione (EPS) adjusted si e' attestato a $5,01, superando il consensus degli analisti fissato a $4,79 โ€” un beat del 4,6%. I ricavi hanno raggiunto i $3,64 miliardi, anch'essi superiori alle attese di $3,58 miliardi. In apparenza, un trimestre da manuale. Ma il mercato guarda sempre avanti, e cio' che ha visto nella guidance lo ha spinto a vendere con forza.

Metrica Q4 2025RisultatoConsensus attesoEsito
EPS adjusted$5,01$4,79Beat +4,6%
Ricavi totali$3,64B$3,58BBeat +1,7%
Gross margin54,9%~57,0%Miss -550bps
Same-store sales AmericasPiatte (0%)+2-3% attesoDelusione

Il dato che ha colpito di piu' gli analisti, pero', e' la gross margin (margine lordo) scesa a 54,9%, in calo di ben 550 punti base rispetto ai livelli precedenti. La causa principale identificata dal management e' l'impatto dei dazi USA sulle importazioni: Lululemon produce gran parte dei suoi capi in Asia (Vietnam, Bangladesh, Sri Lanka) e i dazi imposti dall'amministrazione americana stanno erodendo significativamente la redditivita'. Un calo di 550 punti base sul margine lordo in un'azienda premium di questo livello e' un segnale di allarme che gli investitori non possono ignorare.

La guidance 2026: il vero disastro della serata

E' stato il momento in cui il titolo ha accelerato il ribasso nell'after hours. La guidance per il primo trimestre 2026 ha mancato il consensus degli analisti in modo significativo, non su un singolo parametro ma su tutti:

Metrica Guidance Q1 2026Guidance LULUConsensus attesoDifferenza
Ricavi Q1 2026$2,40-2,43B$2,47B-1,6% vs stime
EPS adjusted Q1 2026$1,63-1,68$2,07-21% vs stime

Il dato piu' scioccante e' l'EPS del primo trimestre: la guidance di $1,63-1,68 si confronta con un consensus di $2,07 โ€” una delusione del 21% circa. Non si tratta di uno scostamento marginale, ma di una revisione al ribasso strutturale che suggerisce che i problemi di Lululemon siano piu' profondi e duraturi di quanto il mercato avesse stimato.

Anche la guidance per l'intero anno fiscale 2026 ha deluso su tutta la linea:

Metrica Guidance Full Year 2026Guidance LULUConsensus attesoDifferenza
Ricavi full year 2026$11,35-11,50B$11,51BSotto il minimo delle stime
EPS adjusted full year 2026$12,10-12,30$12,58-2,2% vs consensus
Same-store sales Americas 2026-1% / -3%Crescita attesaCalo strutturale

Il dato sulle same-store sales nelle Americhe e' particolarmente allarmante: dopo essere rimaste piatte per due anni consecutivi, il management si aspetta ora un calo dell'1-3% nel 2026. Le Americhe rappresentano il mercato core di Lululemon โ€” circa il 75% dei ricavi totali โ€” e un calo delle vendite nello stesso punto vendita segnala una perdita di trazione competitiva nel mercato di riferimento.

๐Ÿ’ก Impara: Cosa sono le "same-store sales" (vendite negli stessi punti vendita)?

Le same-store sales (o "comparable store sales") misurano la variazione percentuale dei ricavi generati dai punti vendita aperti da almeno 12 mesi, escludendo l'effetto dell'apertura di nuovi negozi. E' la metrica fondamentale per valutare la salute organica di un retailer: una crescita positiva indica che i negozi esistenti stanno attirando piu' clienti o vendendo di piu' a cliente. Una crescita nulla per due anni consecutivi โ€” come nel caso di Lululemon nelle Americhe โ€” suggerisce che il brand ha smesso di crescere nella sua area principale. Un calo del -1/-3% previsto nel 2026 significa che i negozi esistenti venderanno meno dell'anno scorso: un segnale che il brand sta perdendo quote di mercato o rilevanza agli occhi dei consumatori.

Il crollo del titolo: -52% in dodici mesi, -23% da inizio 2026

La performance del titolo LULU in Borsa racconta la storia di un brand che ha perso la fiducia degli investitori nel giro di poco piu' di un anno. Da un picco superiore ai $500 nel 2023, il titolo e' crollato progressivamente fino alla zona degli attuali $170-180. In termini relativi:

  • -8% nell'after hours del 17 marzo 2026, immediatamente dopo la pubblicazione della guidance deludente.
  • -23% da inizio anno 2026 (YTD, dal 1ยฐ gennaio al 17 marzo 2026): un calo significativo in soli due mesi e mezzo.
  • -52% negli ultimi dodici mesi (YoY, dal marzo 2025 al marzo 2026): il titolo ha perso piu' della meta' del suo valore nell'arco di un anno solare.

Per contestualizzare: nello stesso periodo di dodici mesi, l'indice S&P 500 ha registrato una performance complessivamente positiva, rendendo la sottoperformance di Lululemon ancora piu' marcata in termini relativi. Il mercato ha assegnato un verdetto chiaro: la narrativa di crescita che aveva sostenuto le valutazioni elevate del passato non e' piu' credibile.

Gross margin in calo per i dazi USA: un problema strutturale

La compressione della gross margin da 550 punti base non e' un evento una tantum: riflette un cambiamento strutturale nel contesto operativo di Lululemon. L'azienda esternalizza la quasi totalita' della produzione in Asia โ€” prevalentemente Vietnam (circa 40% del sourcing), Bangladesh, Sri Lanka e Cambogia. I dazi USA sulle importazioni tessili e abbigliamento, inaspriti nel corso del 2025, hanno aumentato significativamente il costo del venduto (COGS) senza che l'azienda abbia potuto trasferire interamente l'aumento sui prezzi al consumatore finale, pena il rischio di perdere ulteriori clienti.

Portare la produzione negli Stati Uniti o in altri paesi con accordi commerciali favorevoli richiederebbe anni e investimenti enormi. Diversificare ulteriormente la base fornitori in paesi meno esposti ai dazi (come Messico o alcuni paesi del CPTPP) e' un percorso fattibile ma lento. Nel breve termine, l'impatto dei dazi sul margine e' un vento contrario difficile da contrastare, e il management lo ha esplicitato nella guidance.

CEO dimissionario e vuoto di leadership

A peggiorare il quadro, Lululemon si trova in una condizione di vuoto di leadership al vertice. Il CEO Calvin McDonald, che guidava l'azienda dal 2018 e aveva gestito anni di forte crescita, si e' dimesso alla fine di gennaio 2026. Non e' ancora stato annunciato un successore permanente. Dirigere una trasformazione strategica โ€” con i dazi che comprimono i margini, le same-store sales in calo nelle Americhe e una proxy battle in corso โ€” senza un CEO titolare in carica rende il percorso di risanamento ancora piu' incerto.

Sul fronte della governance, c'e' pero' un aggiornamento positivo: Chip Bergh, ex CEO di Levi Strauss & Co. e profondo conoscitore del settore abbigliamento e retail, e' entrato nel consiglio di amministrazione. La sua esperienza in un'altra azienda iconics dell'abbigliamento โ€” con sfide simili legate a dazi, supply chain e posizionamento del brand โ€” potrebbe rivelarsi preziosa. Tuttavia, la nomina nel board e' diversa dall'avere un CEO esecutivo: la guida operativa quotidiana resta un punto critico aperto.

La proxy battle con Chip Wilson: il fondatore contro il management

La saga di Lululemon non sarebbe completa senza il capitolo della proxy battle con il fondatore. Chip Wilson, che ha fondato Lululemon nel 1998 a Vancouver e ne rimane il maggiore azionista individuale, ha avviato una battaglia per deleghe contro il management attuale. Wilson, critico da tempo della direzione strategica dell'azienda, sta cercando di raccogliere le deleghe di voto di altri azionisti per ottenere influenza sulle decisioni chiave del board.

๐Ÿ’ก Impara: Cos'e' una proxy battle (battaglia per delega)?

Una proxy battle (battaglia per delega) avviene quando un azionista importante cerca di influenzare le decisioni aziendali raccogliendo le deleghe di voto di altri azionisti. Nelle assemblee degli azionisti, chi non puo' partecipare fisicamente puo' delegare il proprio voto a un terzo soggetto (una "proxy"). Quando un grande azionista raccoglie sistematicamente queste deleghe, puo' ottenere un potere di voto sufficiente a cambiare la composizione del board, bloccare determinate decisioni o forzare cambi strategici. Nel caso di Lululemon, il fondatore Chip Wilson sta sfidando il management attuale cercando di ottenere piu' seggi nel consiglio di amministrazione per imprimere una nuova direzione strategica all'azienda. E' un segnale di forte disaccordo sulla governance e sulla visione del futuro di Lululemon: Wilson ritiene che l'azienda abbia perso di vista i principi fondanti del brand e voglia correggere la rotta.

Le tensioni tra Wilson e il management si trascinano da anni. Wilson aveva lasciato il board nel 2015 dopo scontri sulla strategia, ma ha continuato a detenere una quota significativa del capitale โ€” stimata intorno al 6-8% delle azioni. Con il titolo crollato del 52% nell'ultimo anno e il management senza un CEO permanente, Wilson ritiene di avere sia la legittimita' che l'opportunita' per spingere per un cambio di direzione. Le prossime settimane, in vista dell'assemblea annuale degli azionisti, saranno decisive per vedere se la proxy battle portera' a cambiamenti concreti nella governance.

Da growth stock a value stock: il cambiamento di narrativa

Per capire perche' il crollo di Lululemon sia cosi' doloroso per chi ha investito negli anni scorsi, bisogna capire come il mercato valuta le azioni in funzione della narrativa di crescita. Fino al 2023, Lululemon era considerata una delle piu' belle growth stock del mercato consumer: un brand con margini eccezionali, crescita a doppia cifra, espansione internazionale in corso e una base clienti fanaticamente fedele. Il mercato premiava questa narrativa con multipli di valutazione altissimi โ€” oltre 40x gli utili forward.

๐Ÿ’ก Impara: Da growth a value stock โ€” cosa cambia nella valutazione?

Un'azienda "growth" viene valutata principalmente per la sua crescita futura attesa: il mercato e' disposto a pagare un multiplo molto elevato degli utili (P/E di 30-50x o piu') perche' si aspetta che gli utili crescano rapidamente negli anni successivi. Quando la crescita rallenta o si ferma, il mercato rivaluta il titolo come "value": il prezzo scende finche' il P/E si porta su livelli piu' bassi (10-15x), coerenti con la crescita lenta o nulla attesa. Lululemon e' passata da un P/E forward superiore a 40x nel 2023 a circa 12-15x nel 2026: il mercato non crede piu' nella narrativa di crescita rapida e ora valuta il titolo solo in base agli utili attuali, senza attribuire un premio alla crescita futura. Questo tipo di de-rating multiplo e' devastante per il prezzo azionario: anche se gli utili rimangono stabili, il titolo puo' perdere il 50-60% semplicemente perche' il mercato smette di pagare il premio growth.

Oggi, con same-store sales piatte (o negative), margini in compressione per i dazi, leadership assente e una proxy battle in corso, Lululemon non puo' piu' essere narrata come una growth stock. Il mercato la sta reprezzando come un'azienda matura, con crescita limitata e venti contrari strutturali. Il P/E forward si e' compresso a 12-15x, livelli piu' tipici di un retailer tradizionale che di un brand premium in espansione. Questo cambio di narrativa โ€” da growth a value โ€” spiega quasi integralmente il crollo del 52% nell'arco degli ultimi dodici mesi.

Il mercato internazionale: l'ancora di salvezza che non basta

Se le Americhe sono il problema, il mercato internazionale rimane l'unica area che mostra ancora dinamismo. La Cina e le altre regioni Asia-Pacifico continuano a crescere a ritmi sostenuti โ€” il brand gode di forte riconoscibilita' tra i consumatori urbani benestanti nelle grandi citta' asiatiche, dove l'athleisure di alta gamma sta guadagnando quota di mercato. Tuttavia, le vendite internazionali rappresentano ancora una quota minoritaria del fatturato totale: la debolezza delle Americhe non puo' essere compensata dalla crescita asiatica nel breve termine.

La guidance per il 2026 riflette questa realta': ricavi totali previsti tra $11,35 e $11,50 miliardi suggeriscono una crescita complessiva molto limitata rispetto al 2025. La scommessa dell'espansione internazionale e' reale e di lungo periodo, ma non risolve i problemi strutturali nel mercato domestico nord-americano nel corso dei prossimi 12-18 mesi.

Riepilogo: tutti i dati chiave in una tabella

IndicatoreDatoDettaglio
Prezzo azione LULU$170-18017 marzo 2026
Performance YTD 2026-23%Dal 1ยฐ gennaio al 17 marzo 2026
Performance YoY-52%Negli ultimi dodici mesi (mar 2025 - mar 2026)
EPS Q4 2025$5,01Vs $4,79 attesi: beat +4,6%
Ricavi Q4 2025$3,64BVs $3,58B attesi: beat +1,7%
Gross margin Q4 202554,9%-550bps per impatto dazi USA
Guidance ricavi Q1 2026$2,40-2,43BVs $2,47B attesi: miss -1,6%
Guidance EPS Q1 2026$1,63-1,68Vs $2,07 attesi: miss -21%
Guidance ricavi full year 2026$11,35-11,50BVs $11,51B consensus
Guidance EPS full year 2026$12,10-12,30Vs $12,58 consensus: miss -2,2%
Same-store sales Americas 2026-1% / -3%Dopo due anni di crescita zero
P/E forward attuale12-15xDa oltre 40x nel 2023: de-rating growth
CEO in caricaNessunoCalvin McDonald dimissionario fine gennaio 2026
Proxy battleIn corsoFondatore Chip Wilson vs management attuale
Nuovo membro boardChip BerghEx CEO Levi Strauss & Co.
Reazione after hours-8%Dopo la pubblicazione della guidance Q1 2026

Cosa osservare nelle prossime settimane

Il quadro che emerge dall'analisi dei risultati e della guidance di Lululemon e' quello di un'azienda in una fase di profonda transizione, con diversi nodi critici ancora irrisolti. Gli elementi da monitorare con attenzione nei prossimi mesi includono:

  • Nomina del nuovo CEO: Il board deve trovare un successore permanente a Calvin McDonald. Il profilo del nuovo CEO sara' indicativo della direzione strategica che l'azienda intende intraprendere: un manager con un piano di ristrutturazione aggressivo potrebbe essere accolto positivamente dal mercato, mentre la mancanza di un annuncio prolungata manterra' alta l'incertezza sul titolo.
  • Esito della proxy battle con Chip Wilson: L'assemblea annuale degli azionisti sara' il momento della verita'. Se Wilson dovesse ottenere piu' seggi nel board, e' probabile che si apra una fase di revisione strategica profonda. Bisognera' capire quale sia la sua visione alternativa per l'azienda e se sia condivisa dalla maggioranza degli azionisti istituzionali.
  • Evoluzione dei dazi e impatto sui margini: Se l'amministrazione USA dovesse aumentare ulteriormente i dazi sulle importazioni tessili dall'Asia, o se invece si aprissero spiragli negoziali, l'impatto sulla gross margin di Lululemon potrebbe cambiare significativamente. Ogni aggiornamento sulla politica commerciale USA e' rilevante per il titolo.
  • Trend same-store sales Americas nel Q1 2026: Il prossimo report trimestrale fornira' la prima conferma o smentita della guidance negativa sulle vendite negli stessi punti vendita. Un dato migliore del previsto potrebbe innescare un rimbalzo del titolo; un dato in linea o peggiore del guidance potrebbe prolungare il ribasso.
  • Strategia di pricing e risposta ai dazi: L'azienda potra' scegliere di aumentare i prezzi al consumatore per proteggere i margini, oppure di assorbire parte dei costi per non perdere ulteriori clienti. La scelta effettuata, e la risposta del consumatore, sara' cruciale per capire la traiettoria dei margini nel 2026.

Nel complesso, Lululemon si trova oggi in una delle fasi piu' difficili della sua storia quotata. Un brand con fondamentali ancora solidi โ€” prodotti di qualita', base clienti fidelizzata, espansione internazionale in corso โ€” ma alle prese con una combinazione rara di venti contrari: dazi, calo della crescita organica nel mercato core, vuoto di leadership e tensioni di governance. La capacita' di affrontare queste sfide in modo coeso e credibile determinera' se il titolo ha raggiunto un punto di svolta o se il peggio debba ancora venire.

Nota: le informazioni contenute in questo articolo sono a scopo puramente informativo e non costituiscono in alcun modo una raccomandazione di investimento o consulenza finanziaria. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri. I dati sui prezzi azionari e le variazioni percentuali si riferiscono ai periodi esplicitamente indicati nel testo. Ogni decisione di investimento deve essere presa in autonomia, preferibilmente consultando un consulente finanziario qualificato.