A LMA FINANZA
← Home
☀️
MACROECONOMIA

Jobs Report shock: USA perdono 92.000 posti a febbraio

Disoccupazione al 4,4%, terza contrazione in 5 mesi. Salari in rialzo complicano i piani della Fed

6 Marzo 2026 · Redazione Alma Finanza

Il mercato del lavoro americano lancia un segnale d'allarme. I Non-Farm Payrolls di febbraio 2026, pubblicati venerdì 6 marzo dal Bureau of Labor Statistics, hanno registrato una perdita di 92.000 posti di lavoro, molto al di sotto delle attese di consenso (+59.000). Il tasso di disoccupazione è salito al 4,4%. È la terza volta in cinque mesi che l'economia americana distrugge posti di lavoro, alimentando i timori di una recessione in un contesto già complicato dalla guerra in Iran e dal petrolio a $90.

I numeri chiave del Jobs Report

IndicatoreDato FebbraioAtteseDato Gennaio (revisionato)
Non-Farm Payrolls-92.000+59.000+126.000 (da +130.000)
Tasso di disoccupazione4,4%4,3%4,3%
Salari orari medi (m/m)+0,4%+0,3%+0,3%
Salari orari medi (a/a)+3,8%+3,7%+3,7%
Salario orario medio$37,32$37,17

A peggiorare il quadro, le revisioni al ribasso: il dato di dicembre è stato rivisto da +48.000 a -17.000 (quindi dicembre era negativo, non positivo), e gennaio da +130.000 a +126.000. Complessivamente, le revisioni hanno cancellato 69.000 posti precedentemente conteggiati.

I settori: sanità in crisi per lo sciopero Kaiser

Il dato negativo è stato amplificato dallo sciopero di Kaiser Permanente, che ha messo in pausa oltre 30.000 lavoratori in California e Hawaii. Il settore sanitario, tradizionalmente il più forte creatore di posti di lavoro, ha registrato una perdita di 28.000 unità nel mese. In dettaglio:

💡 Impara: Perché il Jobs Report è così importante per i mercati?

Il Jobs Report è considerato il dato macroeconomico più importante al mondo. Viene pubblicato il primo venerdì di ogni mese e misura la salute del mercato del lavoro USA. Un dato forte indica un'economia robusta (positivo per le azioni, ma può significare tassi alti più a lungo). Un dato debole segnala rallentamento (negativo per le azioni, ma può accelerare i tagli dei tassi). Quando il dato è molto diverso dalle attese — come oggi — i mercati reagiscono violentemente.

Il paradosso dei salari: economia debole, prezzi forti

Il dato sui salari è stato il vero grattacapo per la Federal Reserve. Nonostante la contrazione dell'occupazione, i salari orari medi sono saliti dello 0,4% su base mensile (atteso +0,3%) e del 3,8% su base annua (atteso +3,7%), raggiungendo i $37,32 all'ora.

Questo crea un circolo vizioso: le aziende tagliano posti per contenere i costi, ma i lavoratori che restano chiedono (e ottengono) salari più alti. Il risultato è un'economia che si contrae con un'inflazione che non scende — lo scenario peggiore possibile, noto come stagflazione.

I segnali profondi: 850.000 occupati in meno da novembre

Guardando oltre i titoli, i dati sono ancora più preoccupanti. La household survey indica che il numero di occupati è calato di quasi 850.000 unità da novembre. La partecipazione alla forza lavoro è scesa dal 62,5% al 62,0%, con 1,2 milioni di persone che hanno lasciato la forza lavoro. Se la partecipazione fosse rimasta stabile, il tasso di disoccupazione sarebbe sopra il 5%.

La durata media della disoccupazione è salita a 25,7 settimane, il livello più alto da dicembre 2021, segnalando che chi perde il lavoro fatica sempre di più a trovarne un altro.

💡 Impara: Cos'è la stagflazione e perché è pericolosa?

La stagflazione è una combinazione di stagnazione economica (crescita zero o negativa, disoccupazione in aumento) e inflazione alta. È il peggior scenario per una banca centrale perché gli strumenti tradizionali si contraddicono: per combattere la recessione bisognerebbe tagliare i tassi, ma per combattere l'inflazione bisognerebbe alzarli. L'ultima grande stagflazione si è verificata negli anni '70, proprio a causa di uno shock petrolifero — un parallelismo inquietante con la situazione attuale.

La reazione della Fed e dei mercati

Dopo la pubblicazione del report, i futures sui Fed Funds hanno anticipato il primo taglio dei tassi a luglio 2026, con una probabilità crescente di due tagli entro fine anno. Tuttavia, con l'inflazione alimentata dal petrolio a $90, molti economisti ritengono che la Fed manterrà una posizione di attesa ancora per diversi mesi.

Wall Street ha reagito con vendite diffuse: il Dow Jones ha perso 453 punti (-0,9%) nella giornata, l'S&P 500 -1,3% e il Nasdaq -1,6%. L'oro è rimasto stabile intorno ai $5.085/oz come bene rifugio.