Il 28 febbraio 2026 segna una svolta storica nella geopolitica mondiale: gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco militare coordinato contro l'Iran, nome in codice "Operation Epic Fury". L'operazione ha colpito infrastrutture militari in 24 province iraniane, con esplosioni confermate a Teheran, Isfahan, Qom, Tabriz e Kermanshah. L'Iran ha risposto attaccando basi USA in quattro stati del Golfo Persico.
L'attacco: cosa è successo
Le forze USA e israeliane hanno colpito molteplici obiettivi militari: centri di comando e controllo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), sistemi di difesa aerea, siti di lancio missili e droni, e basi aeree militari. Un attacco a Teheran ha colpito nelle vicinanze degli uffici della Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei.
Secondo due fonti israeliane, Khamenei sarebbe stato ucciso nell'attacco. Il presidente Trump ha dichiarato di ritenere la notizia "corretta". Tuttavia, i media semi-ufficiali iraniani hanno smentito, affermando che Khamenei resta al comando.
Il bilancio provvisorio parla di oltre 200 morti e 747 feriti secondo la Mezzaluna Rossa iraniana. Tra le vittime, almeno 40 persone uccise in un attacco israeliano su una scuola elementare femminile nella provincia di Hormozgan.
La risposta iraniana
L'Iran ha risposto lanciando missili contro basi USA in Bahrain, Kuwait, Qatar e Emirati Arabi Uniti, oltre che nel nord di Israele. Il Pentagono ha dichiarato che non ci sono state vittime americane e i danni alle strutture sono stati minimi.
La Marina iraniana ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita il 25% del commercio petrolifero mondiale via mare. L'aeroporto internazionale di Dubai ha sospeso i voli a tempo indeterminato.
💡 Impara: Cos'è lo Stretto di Hormuz?
Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo largo appena 33 km che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman. Circa 13 milioni di barili di petrolio al giorno (il 31% del greggio trasportato via mare nel mondo) transitano da qui. Anche il Qatar, terzo esportatore mondiale di gas naturale liquefatto (GNL), dipende da questo passaggio. Una chiusura, anche parziale, avrebbe conseguenze immediate sui prezzi dell'energia globale.
Le reazioni internazionali
Il Consiglio di Sicurezza ONU ha tenuto una riunione d'emergenza. Il Segretario Generale Guterres ha avvertito che gli attacchi "rischiano di innescare una catena di eventi che nessuno può controllare nella regione più volatile del mondo".
- Unione Europea: Von der Leyen e Costa definiscono la situazione "gravemente preoccupante" e chiedono "massima moderazione"
- Oman: il ministro degli Esteri esprime "costernazione" e invita Washington a "non farsi trascinare oltre"
- Regno Unito: Starmer convoca un comitato di emergenza, chiede di "evitare un allargamento del conflitto"
- Cina e Turchia: chiedono l'immediata cessazione delle ostilità
Il paradosso: attacco durante i negoziati nucleari
L'aspetto più controverso è il timing: l'attacco è avvenuto appena 24 ore dopo l'ultimo round di negoziati nucleari USA-Iran in Svizzera, dove l'Iran aveva accettato di non accumulare mai uranio arricchito. Il ministro degli Esteri omanita aveva parlato di "progressi significativi". Questo non è stato sufficiente a fermare l'azione militare.
💡 Impara: Cos'è l'IRGC (Guardie Rivoluzionarie)?
Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) sono un corpo militare d'elite iraniano, distinto dalle forze armate regolari. Hanno il controllo di gran parte dell'economia iraniana, gestiscono il programma missilistico e coordinano le attività dei gruppi proxy nella regione (Hezbollah in Libano, Houthi in Yemen, milizie in Iraq). Gli USA le hanno designate come organizzazione terroristica nel 2019.
Impatto sui mercati: cosa aspettarsi lunedì
Essendo avvenuto di sabato, l'attacco ha colpito i mercati tradizionali a mercati chiusi. Tuttavia, i mercati crypto (operativi 24/7) hanno già registrato reazioni violente:
| Asset | Variazione Weekend | Livello |
|---|---|---|
| Bitcoin | -6% (crash a $63.038) | $63.038 |
| Oro (swap crypto) | +5% a $5.464 | $5.464 |
| Petrolio WTI (swap) | +6,2% a $70,6 | $70,6 |
| Argento (swap) | +8% | $97,5 |
Gli analisti prevedono un'apertura lunedì in forte "risk-off": equity globali potenzialmente in calo dell'1-2%, petrolio in spike verso $90-120 se la chiusura dello Stretto di Hormuz persiste, e oro ai massimi storici. JP Morgan stima che un blocco completo dello Stretto potrebbe spingere il greggio oltre i $120-130 al barile.
🚨 Situazione in rapida evoluzione. Questo articolo viene aggiornato con le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. Il vero impatto sui mercati finanziari si vedrà all'apertura di lunedì 2 marzo.