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🌍 Geopolitica · 31 Agosto 2026

USA colpiscono l'Iran a Larak: il Brent balza a $90,58. L'Iran risponde con missili su Giordania e UAE

Primo scontro cinetico diretto dal luglio 2026. Il conflitto Iran-USA riprende nel punto più sensibile del commercio mondiale di petrolio. L'impatto sui mercati finanziari ed energetici.

Redazione Alma Finanza · 31 Agosto 2026
Serbatoi di stoccaggio in una raffineria
Serbatoi di stoccaggio in una raffineria · Foto: Carl Young, CC BY-SA 4.0
A Alma Finanza Lettura 6 min

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran riprende dopo un mese di pausa con la ripresa del fuoco diretto sullo Stretto di Hormuz. Domenica 30 agosto le forze armate USA hanno colpito due rampe di lancio iraniane sull'isola di Larak, dopo che i servizi d'intelligence avevano rilevato preparativi per il lancio di mine marine nel passaggio strategico. L'Iran ha risposto nella notte con missili balistici contro due basi USA in Giordania e una struttura negli Emirati Arabi Uniti. Il greggio balza del +2,8%. I mercati azionari scendono. Sei mesi di guerra raggiungono il loro momento più teso da luglio.

Cronologia: cosa è successo tra domenica e lunedì

Domenica 30 agosto — Le forze USA colpiscono due installazioni con rampe di lancio missilistiche sull'isola di Larak, piccola isola nel cuore dello Stretto di Hormuz. Il Pentagono dichiara che i sistemi iraniani si stavano preparando a lanciare mine marine nel canale, in grado di danneggiare o bloccare il traffico di petroliere. Gli attacchi rompono una tregua informale durata un mese — l'ultimo scontro cinetico diretto risaliva a luglio.

Notte tra il 30 e il 31 agosto — Le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) annunciano di aver lanciato missili balistici e droni contro le basi aeree USA di Al-King Hussein e Al-Azraq in Giordania, alleata di Washington. Colpita anche una base negli Emirati Arabi Uniti. L'IRGC dichiara «danni ingenti alle infrastrutture, alle manutenzioni e alle posizioni dei caccia nemici». Le autorità USA non confermano le dimensioni dei danni.

Lunedì 31 agosto — All'apertura dei mercati europei e statunitensi, il greggio balza immediatamente. Il Brent sale del +2,8% a $90,58, il WTI si porta a $84,99. Wall Street apre in ribasso e chiude con cali generalizzati (S&P 500 −0,3%, Dow −0,9%, Nasdaq −0,5%), mentre il settore energetico è l'unico comparto in verde.

💡 Impara: Stretto di Hormuz (Strait of Hormuz)

Lo Stretto di Hormuz è il passaggio marittimo tra il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman. Con una larghezza minima di circa 55 km, è il collo di bottiglia più importante per il trasporto mondiale di petrolio: attraverso questo stretto transita circa il 20% delle forniture globali di greggio, pari a circa 20-21 milioni di barili al giorno. Vi passano anche grandi quantità di Gas Naturale Liquefatto (GNL). L'Iran si affaccia sulla sponda nord, il che le conferisce la capacità teorica di bloccare il traffico. L'Iran ha chiuso il canale a marzo 2026, provocando una crisi energetica che ha fatto salire la benzina USA sopra $4 al gallone.

L'impatto sui mercati energetici

Commodity Prezzo 31 agosto Variazione giornaliera Contesto
Brent Crude $90,58 +2,8% Standard internazionale; max recente
WTI Crude $84,99 ~+2,5% Riferimento USA
Oro $4.474 −0,6% Breakout ribassista nonostante geopolitica

La risposta del petrolio è immediata e significativa. Il Brent torna sopra la soglia dei $90 per la prima volta nelle ultime settimane, un livello che alimenta direttamente le pressioni inflazionistiche negli USA e in Europa. Il costo della benzina alle pompe statunitensi ha già superato i $4 al gallone ogni singolo giorno di agosto 2026 — un record storico per un mese di agosto. Con il Brent tornato ai massimi, il livello potrebbe mantenersi o aggravarsi a settembre.

L'importanza strategica: perché lo Stretto di Hormuz cambia tutto

Lo Stretto di Hormuz non è solo un luogo geografico: è il punto di pressione più efficace che l'Iran può esercitare sull'economia mondiale. I Paesi esportatori di petrolio che dipendono dallo Stretto includono: Arabia Saudita, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Qatar. Questi Paesi insieme rappresentano una quota significativa delle riserve mondiali di petrolio e gas.

L'Iran ha chiuso il canale a marzo 2026 — o meglio, lo ha reso così pericoloso da ridurre drasticamente il traffico delle petroliere. Il risultato è stato un'impennata immediata dei prezzi del greggio e un aumento dei premi assicurativi per le navi cargo. Gli USA hanno risposto con scortate militari e azioni dirette, come quelle del 30 agosto.

💡 Impara: Risk-Off (Fuga dal Rischio)

In finanza, Risk-Off (fuga dal rischio) descrive il comportamento degli investitori che, di fronte a un aumento dell'incertezza (crisi geopolitica, recessione, shock improvviso), vendono gli asset più rischiosi (azioni, valute emergenti, materie prime industriali) e si rifugiano in quelli considerati «sicuri»: treasury USA, oro, franco svizzero, yen giapponese. Oggi il mercato ha mostrato un comportamento risk-off parziale: azioni in calo, ma il greggio è salito (per motivi specifici di offerta), e l'oro ha paradossalmente ceduto — un segnale di tensione nei mercati delle commodity più sofisticato da interpretare.

Reazione degli USA: «danno temporaneo alla transizione energetica»

Il Segretario all'Energia USA ha dichiarato che l'impatto del conflitto sull'energia è «temporaneo e un piccolo prezzo da pagare» per prevenire che l'Iran possa lanciare mine nel canale. Washington afferma di avere «messo fuori combattimento la minaccia iraniana nello Stretto di Hormuz» con le operazioni di marzo e quelle di agosto. Tuttavia, la risposta missilistica iraniana su Giordania e UAE indica che il conflitto resta vivo e potrebbe ulteriormente scalare.

Implicazioni per i mercati: settembre sotto la lente

Il conflitto Iran-USA crea un contesto macroeconomico complesso per settembre:

Effetto inflazionistico — Petrolio sopra $85-90 al barile alimenta l'inflazione energetica, complicando il percorso della Federal Reserve. Warsh a Jackson Hole ha già segnalato un'inclinazione hawkish (verso il rialzo dei tassi). Il mercato prezza oggi al 57% la probabilità di un rialzo a settembre.

Effetto sui mercati azionari — Contesto negativo per le borse, in particolare per i settori ciclici e consumer; positivo per energia e difesa. I titoli oil & gas italiani (Eni, Saipem, Tenaris) e americani (Exxon, Chevron) hanno già beneficiato della giornata.

Possibile de-escalation — Se l'Iran sceglierà di non rispondere ulteriormente o se i negoziati diplomatici riprenderanno, il war premium (premio di guerra) potrebbe sgonfiarsi rapidamente, riportando il Brent verso $85 o sotto.

Scenario Probabilità stimata Effetto sul Brent Effetto sui mercati
De-escalation rapida 30% Calo verso $85 Rally mercati, pressione su energia
Stallo prolungato 45% $85-92 range Volatilità elevata, rotazione settoriale
Escalation ulteriore 25% Oltre $95-100 Shock inflattivo, crollo mercati