FTSE MIB: seduta in rosso
La Borsa di Milano archivia il 19 febbraio con un calo significativo. Il FTSE MIB chiude a 45.794 punti, in flessione dell'1.22%. Nel corso della giornata l'indice ha oscillato tra un minimo di 45.563 e un massimo di 46.282 punti. Il FTSE Italia All Share -1.23%, il Mid Cap -1.08%.
I volumi sono saliti a 4,78 miliardi di euro (vs 3,85 miliardi della seduta precedente), segnale di vendite convinte. Lo spread BTP-Bund si è mantenuto intorno ai 60 punti base, con il BTP decennale al 3.35%.
Fincantieri: il crollo dopo l'aumento di capitale
Il peggior titolo è stato Fincantieri, che ha perso l'11.8% chiudendo a 14,52 euro. Il gruppo cantieristico ha completato un collocamento accelerato (ABB) di 32,6 milioni di nuove azioni (10% del capitale) a 15,32 euro — uno sconto del 7% sulla chiusura precedente.
L'operazione ha raccolto 499 milioni di euro, destinati a finanziare la crescita su navi da crociera, commesse militari e offshore. Il mercato ha reagito negativamente per la diluizione degli azionisti esistenti.
💡 Impara: Accelerated Bookbuilding (ABB)
L'Accelerated Bookbuilding è un aumento di capitale che si conclude in poche ore (tipicamente overnight). La società emette nuove azioni offerte a investitori istituzionali a prezzo scontato. Per gli azionisti esistenti comporta una diluizione: le loro azioni valgono meno perché il numero totale di azioni è aumentato. Lo sconto (qui 7%) serve a garantire il successo del collocamento.
Tenaris: +9.48%, miglior titolo del FTSE MIB
Tenaris ha chiuso in rialzo del 9.48% a 23,10 euro, ai massimi dal 2008. Il produttore di tubi per oil & gas ha pubblicato i risultati Q4 2025:
- Ricavi Q4: $3 miliardi (+5% YoY)
- EBITDA Q4: $717 milioni, margine 23.9% (sopra le attese)
- Free Cash Flow Q4: $665 milioni
- Dividendo proposto: $0.89 per azione (~$900M totali)
- Buyback 2025: $1.36 miliardi riacquistati
Il CEO Paolo Rocca ha definito il 2025 un anno "robusto" nonostante un contesto geopolitico "disruptivo", con vendite Nord America +29% che hanno compensato il calo in altre aree.
Utility sotto pressione: decreto bollette
Le utility hanno subito vendite pesanti a causa del decreto bollette, che prevede un aumento del 2% dell'IRAP per le società energetiche per 2 anni (2026-2027), con gettito stimato di 1 miliardo di euro:
| Titolo | Prezzo | Variazione | Note |
|---|---|---|---|
| Tenaris | 23,10 € | +9.48% | Migliore, risultati Q4 |
| Erg | — | -5.5% | Decreto bollette |
| Enel | — | -3.9% | Decreto bollette |
| A2A | — | -3.6% | Decreto bollette |
| Stellantis | — | Negativo | Debole su sentiment auto |
| Fincantieri | 14,52 € | -11.8% | Peggiore, ABB 499M |
💡 Impara: IRAP e Impatto sulle Utility
L'IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) grava sul valore della produzione netta delle imprese. Un aumento del 2% per le società energetiche riduce direttamente i margini operativi: per un'azienda come Enel con miliardi di fatturato, anche un aumento apparentemente modesto si traduce in centinaia di milioni di minore utile netto.
Contesto macro e commodities
L'oro a $5.020/oncia, sempre vicino alla soglia psicologica. L'argento sopra $78. Il petrolio Brent +1.55% per le tensioni geopolitiche con l'Iran. L'euro consolidato sotto $1.18.
Prospettive
La seduta interrompe una serie positiva per Milano. Le prossime sessioni dipenderanno dal dato PCE USA (venerdì), dalla trimestrale Nvidia (25 feb) e dagli sviluppi sul decreto bollette in Parlamento. Supporto FTSE MIB a 45.355, resistenza a 46.297.