FTSE MIB: seduta da incorniciare
Piazza Affari archivia il 18 febbraio 2026 con una seduta che difficilmente sarà dimenticata in fretta. L'indice FTSE MIB chiude a 46.361 punti, guadagnando l'1.3% rispetto alla chiusura precedente. Nel corso della giornata il paniere ha toccato un minimo a 45.952 punti in apertura, per poi accelerare progressivamente fino al massimo di 46.419 punti registrato nel pomeriggio, in linea con la spinta proveniente dai mercati europei.
I volumi di contrattazione si attestano a 3,85 miliardi di euro, superiori alla media delle ultime sessioni, a conferma della qualità del rialzo. Non si tratta di un rimbalzo tecnico su volumi esigui, ma di una seduta sostenuta da flussi reali di acquisto da parte sia di investitori domestici che internazionali.
I migliori titoli della seduta
Nella giornata del 18 febbraio, due titoli si sono distinti nettamente rispetto al resto del listino per ampiezza del guadagno e volumi scambiati.
| Titolo | Prezzo (€) | Variazione | Note |
|---|---|---|---|
| Leonardo | 58.10 | +4.68% | Migliore del FTSE MIB |
| STMicroelectronics | 28.79 | +3.86% | Recupero semiconduttori |
| Fincantieri | 16.47 | +1.86% | Ordini navali in crescita |
| MPS | – | Positivo | Fusione con Mediobanca |
| Brunello Cucinelli | – | Positivo | Utile +10.5%, ricavi +10% 2026 |
Leonardo +4.68%: la difesa europea è una priorità
Il rialzo più marcato della seduta appartiene a Leonardo, il colosso italiano della difesa e dell'aerospazio, che chiude a 58,10 euro per azione con un guadagno del 4,68%. Il titolo ha beneficiato di un contesto europeo particolarmente favorevole al comparto difesa: i paesi NATO stanno accelerando gli investimenti militari sull'onda delle tensioni geopolitiche persistenti, e l'obiettivo del 2% del PIL in spesa per la difesa sta diventando la baseline, non il target massimo.
Leonardo, che produce elicotteri, velivoli da addestramento, sistemi radar, elettronica per la difesa e satelliti, è ben posizionata per intercettare questa domanda crescente. I contratti in pipeline includono:
- Forniture di elicotteri AW149 per diversi eserciti europei
- Sistemi di difesa aerea MBDA (partecipata al 25%)
- Programma Eurofighter Typhoon e sviluppo del futuro caccia GCAP insieme a Giappone e UK
- Contratti NASA e ESA nel settore spaziale
Gli analisti di Mediobanca Research hanno recentemente alzato il target price sul titolo a 65 euro, citando la visibilità pluriennale dei backlog e il margine EBIT in espansione.
STMicroelectronics +3.86%: il rimbalzo dei semiconduttori
Seconda protagonista della giornata è STMicroelectronics, il gigante italo-francese dei chip quotato sia a Milano che a Parigi e New York. Il titolo chiude a 28,79 euro con un rialzo del 3,86%, inserendosi in un rally più ampio del settore dei semiconduttori a livello globale.
STM ha vissuto un 2025 difficile, penalizzata dal rallentamento del segmento automotive e dall'accumulo di scorte presso i clienti industriali. Il mercato inizia però a scontare una normalizzazione del ciclo per il 2026, con segnali di ripresa degli ordini soprattutto nei segmenti:
- Microcontrollori (MCU): domanda in risalita per applicazioni automotive e Internet of Things
- Power semiconductors: crescita strutturale legata alla mobilità elettrica e alle energie rinnovabili
- Chip per AI Edge: opportunità emergente nei dispositivi locali che elaborano dati AI senza cloud
La collaborazione con Apple per chip personalizzati e i contratti con i principali produttori di auto elettriche rappresentano la base di una ripresa attesa nella seconda metà del 2026.
Fincantieri +1.86%: navi militari e crociere
Fincantieri guadagna l'1,86% a 16,47 euro. Il cantiere navale triestino beneficia di un portafoglio ordini robusto che spazia dalle navi da crociera di lusso per MSC, Norwegian e Carnival alle fregate militari per la Marina Militare italiana e le forze navali di diversi paesi alleati. Il programma FREMM e le nuove commesse per pattugliatori d'altura rappresentano un backlog pluriennale di alta visibilità.
💡 Cos'è lo spread BTP-Bund e perché conta per le banche italiane?
Lo spread BTP-Bund misura la differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani (BTP) e quelli tedeschi (Bund) a 10 anni, considerati il riferimento "risk-free" dell'Eurozona. Un valore elevato segnala che i mercati richiedono un premio maggiore per finanziare il debito italiano, riflettendo una percezione di rischio più alta.
Le banche italiane detengono grandi quantità di BTP nei propri portafogli: uno spread contenuto significa valori stabili di questi asset, bilanci più solidi e costi di raccolta più bassi. Sotto i 100 punti base è considerato un segnale di salute per il sistema bancario domestico.
MPS-Mediobanca: il riassetto bancario italiano
Rimane al centro dell'attenzione degli investitori il processo di consolidamento bancario italiano. Il CDA di Monte dei Paschi di Siena ha deliberato i termini della fusione completa con Mediobanca, in una delle operazioni più significative della storia bancaria italiana degli ultimi decenni. Il mercato guarda con interesse all'operazione, che creerebbe un polo bancario con forte presenza nel wealth management, nel corporate banking e nel credito retail.
Lo spread BTP-Bund rimane ancorato sotto i 100 punti base, segnale di una stabilità del debito pubblico italiano che continua a sostenere il sentiment positivo sulle banche domestiche.
Il contesto europeo: vento favorevole da Francoforte e Parigi
La seduta di Milano non è avvenuta in isolamento. Tutti i principali listini europei hanno chiuso positivi il 18 febbraio: il DAX tedesco ha guadagnato circa lo 0,9%, il CAC 40 francese l'1,1%, mentre il FTSE 100 britannico ha mostrato un progresso più contenuto. Il denominatore comune è stata la tenuta dei dati macroeconomici europei e l'attesa per ulteriori tagli dei tassi da parte della BCE nella seconda metà dell'anno.
"Piazza Affari sta dimostrando una capacità di recupero superiore alle attese. Il mix di difesa, lusso e banche offre agli investitori internazionali un'esposizione diversificata con valutazioni ancora attraenti rispetto a Wall Street." — Strategist azionario, Intermonte Securities
💡 Cos'è il PMI e come si legge?
Il PMI (Purchasing Managers' Index) è un indice mensile che misura l'attività economica nel settore manifatturiero o dei servizi, basandosi su sondaggi presso i responsabili acquisti delle aziende. Si legge così: un valore sopra 50 indica espansione dell'attività; sotto 50 indica contrazione. È uno degli indicatori anticipatori più seguiti dagli investitori perché viene pubblicato prima dei dati ufficiali di PIL e occupazione.
Prospettive per le prossime sedute
Con il FTSE MIB ai massimi degli ultimi mesi, gli operatori guardano ora alle prossime scadenze chiave per determinare se il rialzo ha basi sufficienti per proseguire:
- Pubblicazione dei PMI europei di febbraio (fine mese)
- Riunione BCE di marzo e potenziale taglio dei tassi
- Stagione delle trimestrali italiane in corso, con risultati da Enel, ENI e BPER attesi nelle prossime settimane
- Andamento dello spread BTP-Bund come termometro del rischio Italia
Nel breve termine, la resistenza chiave per il FTSE MIB si colloca in area 47.000 punti, livello che se superato con convinzione aprirebbe la strada a nuovi massimi storici.