Piazza Affari chiude in calo giovedì 12 marzo 2026: il FTSE MIB perde lo -0,7% nella giornata, in una seduta dominata da due storie opposte. Da un lato Leonardo, che vola del +6% nella giornata dopo la presentazione del piano industriale 2026-2030 con 142 miliardi di ordini cumulati e ricavi a 30 miliardi, e Generali, che sale del +2% nella giornata grazie all'utile record di 4,3 miliardi. Dall'altro, il settore bancario in profondo rosso: MPS -4,6%, Mediobanca -4,4%, Unicredit -4,4%, Banco BPM -3,6% nella giornata.
| Titolo | Variazione Giornaliera | Catalizzatore |
|---|---|---|
| Leonardo | +6,0% | Piano 2030: 142 mld ordini, dividendo +21% |
| Ferragamo | +11,5% | Risultati e prospettive di rilancio |
| Generali | +2,0% | Utile record 4,3 mld, buyback 500 mln |
| Fincantieri | +1,7% | Traino difesa |
| MPS | -4,6% | Sell-off bancario, timori petrolio |
| Mediobanca | -4,4% | Incertezza fusione, risk-off |
| Unicredit | -4,4% | Pressione settore bancario |
| Banco BPM | -3,6% | Sell-off bancario |
| DiaSorin | -2,5% | Debolezza healthcare |
Leonardo: piano industriale 2030 da 142 miliardi di ordini
Il Consiglio di Amministrazione di Leonardo, presieduto da Stefano Pontecorvo, ha approvato l'aggiornamento del piano industriale 2026-2030 che delinea una crescita straordinaria. I numeri chiave del piano: ordini cumulati per 142 miliardi nel quinquennio, ricavi a 30 miliardi entro il 2030 (rispetto ai 19,5 miliardi del 2025), EBITA a 3,59 miliardi e free cash flow raddoppiato a 2,06 miliardi.
I risultati 2025 sono stati eccellenti: ordini a 23,8 miliardi (+15% su base annua), ricavi a 19,5 miliardi (+11% su base annua), EBITA a 1,75 miliardi (+18% su base annua), utile netto adjusted a 1 miliardo (+19% su base annua). Il dividendo sale a 0,63€ per azione, in crescita del +21% sul 2024.
Il progetto Michelangelo Dome — sistema di difesa per intercettare, tracciare e neutralizzare minacce emergenti — potrebbe sbloccare 21 miliardi di nuove opportunità nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra 2026 e 2030. Il titolo è passato da un'apertura di 57,12€ a oltre 66€ in mattinata.
💡 Impara: Cos'è un piano industriale e come leggerlo
Un piano industriale (o business plan pluriennale) è il documento strategico con cui un'azienda quotata comunica al mercato la propria visione per i successivi 3-5 anni. Contiene obiettivi finanziari (ricavi, margini, cash flow), strategia di crescita (organica e per acquisizioni), politica dei dividendi e investimenti previsti. Gli investitori lo valutano confrontando i target con il consenso degli analisti: se i target sono superiori alle attese (come nel caso di Leonardo 2030), il titolo tende a salire. Il parametro più importante è il CAGR (Compound Annual Growth Rate): un CAGR dei ricavi del +9% come quello di Leonardo indica una crescita media annua composta del 9%, che raddoppierà quasi i ricavi in 8 anni. Attenzione: un piano troppo ottimistico può generare scetticismo ("promesse troppo belle").
Generali: utile record 4,3 miliardi, dividendo sopra le attese
Generali ha archiviato il 2025 con un risultato operativo record di 8 miliardi (+9,7% su base annua) e un utile netto normalizzato di 4,3 miliardi (+14,5% su base annua). Il dividendo proposto di 1,64€ per azione (+14,7% sul 2024) ha battuto le attese del mercato che si posizionavano a 1,58€. A completare il pacchetto, un buyback da 500 milioni.
I premi lordi sono saliti a 98,1 miliardi (+3,6% su base annua), guidati dal segmento Danni (+7,6% su base annua) con un Combined Ratio in miglioramento a 92,6% (-1,4 punti percentuali). La posizione patrimoniale è "estremamente solida" con Solvency Ratio al 219% (da 210% di fine 2024). Gli asset under management raggiungono 900 miliardi.
Per il triennio 2025-2027, Generali prevede una crescita annua dell'EPS tra l'8% e il 10%, dividendi cumulati oltre 7 miliardi e flussi di cassa netti superiori a 11 miliardi. Morgan Stanley e JPMorgan hanno definito i risultati "solidi", evidenziando il Solvency Ratio superiore al consenso.
💡 Impara: Il Solvency Ratio nelle assicurazioni
Il Solvency Ratio (o Solvency II Ratio in Europa) è il parametro fondamentale per valutare la solidità di una compagnia assicurativa. Misura il rapporto tra i fondi propri disponibili e il requisito patrimoniale di solvibilità (SCR). Un valore del 219% come quello di Generali significa che la compagnia dispone di 2,19 volte il capitale minimo richiesto dai regolatori. Valori sopra il 180% sono considerati "robusti", sopra il 200% "eccellenti". Un Solvency Ratio alto permette all'azienda di distribuire dividendi generosi, effettuare buyback e resistere a shock (catastrofi naturali, crisi finanziarie) senza dover ricapitalizzare. Il miglioramento da 210% a 219% segnala che Generali sta generando capitale più velocemente di quanto ne utilizza.
Banche in rosso: MPS -4,6%, timori sul petrolio
Il settore bancario è stato il più penalizzato della seduta. MPS ha ceduto il -4,6% nella giornata, Mediobanca il -4,4% nella giornata, Unicredit il -4,4% nella giornata e Banco BPM il -3,6% nella giornata. A pesare è stato il rialzo del petrolio sopra $100 al barile: un'impennata dei prezzi energetici mina la crescita economica, aumenta il rischio di credito dei debitori bancari e riduce i volumi di attività corporate.
Anche TIM ha attirato l'attenzione dopo aver registrato nel 2025 un utile netto di 297 milioni, il primo risultato positivo dal 2020 — un segnale di svolta dopo anni di ristrutturazione. Sul fronte del lusso, Ferragamo ha guadagnato il +11,5% nella giornata sui risultati, segnalando un possibile rilancio del brand.
Lo spread BTP/Bund si è attestato a 79 punti base, mentre il rendimento del Bund è salito al 2,93%, ai livelli del 2023, su timori che la BCE possa dover posticipare i tagli dei tassi o addirittura alzarli per l'inflazione energetica. I money market ora prezzano un rialzo BCE entro luglio con probabilità dell'85%.
💡 Impara: Il Combined Ratio — la metrica chiave delle assicurazioni danni
Il Combined Ratio è la metrica che indica la profittabilità tecnica del business assicurativo danni. Si calcola sommando il Loss Ratio (sinistri pagati / premi incassati) e l'Expense Ratio (spese operative / premi). Un Combined Ratio sotto il 100% significa che la compagnia guadagna dal solo business assicurativo, senza dover dipendere dai redditi degli investimenti. Il 92,6% di Generali indica che per ogni 100€ di premi incassati, la compagnia spende solo 92,6€ in sinistri e costi — un margine tecnico del 7,4%. Il miglioramento di 1,4 punti percentuali è significativo perché nell'assicurazione danni ogni punto di miglioramento del Combined Ratio su volumi da 98 miliardi di premi equivale a circa 1 miliardo di profitto aggiuntivo.
Outlook: difesa e assicurazioni brillano, banche sotto pressione
La seduta del 12 marzo evidenzia una forte rotazione settoriale a Piazza Affari. Il comparto difesa (Leonardo +6%, Fincantieri +1,7%) beneficia della spesa militare europea e delle tensioni geopolitiche. Le assicurazioni (Generali +2%) dimostrano resilienza grazie a bilanci solidi e dividendi attraenti. Le banche, invece, soffrono per i timori che il petrolio a $100 possa innescare una recessione in Europa e costringere la BCE a un'inversione di rotta restrittiva.
L'euro si è indebolito a 1,155 contro il dollaro, penalizzato dalle incertezze sull'economia europea. L'attenzione resta ora sulle prossime mosse della BCE e sull'evoluzione dello Stretto di Hormuz.
📈 Piazza Affari a due velocità: Leonardo e Generali tirano il listino con risultati eccellenti e piani ambiziosi, ma il peso delle banche (-4/5%) e il petrolio a $100 frenano il MIB. La rotazione difesa+assicurazioni vs banche potrebbe consolidarsi nelle prossime sedute.