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MACRO & FED

Fed: tassi fermi 3,50-3,75%, PPI +0,7% doppio delle attese. Dot plot: solo 1 taglio nel 2026

FOMC 11-1 hold · Dot plot: 1 solo taglio nel 2026 · PPI headline +0,7% MoM · Core +0,5% · Goods +1,1% · Verdure +48,9% · Energia +2,3% · Powell: Medio Oriente fattore rilevante · S&P -1,36%

18 Marzo 2026 · Redazione Alma Finanza

La Federal Reserve mantiene i tassi di interesse nel corridoio 3,50% - 3,75% con voto 11 a 1 nella riunione del 18 marzo 2026, accompagnando la decisione con un tono marcatamente hawkish che gela Wall Street. Il dot plot aggiornato indica un solo taglio dei tassi per il 2026, dimezzando le attese precedenti. In mattinata, il dato PPI di febbraio aveva gia scosso i mercati: +0,7% su base mensile, esattamente il doppio del +0,3% atteso. L'S&P 500 chiude in calo del -1,36% nella peggiore seduta in un giorno di decisione Fed dal 2024.

Decisione FOMC: hold con un solo dissenziente

Il comitato ha votato 11 a 1 per mantenere i tassi invariati. Il dissenziente ha votato per un rialzo di 25 punti base, segnalando che all'interno del comitato esiste una frangia che ritiene la politica monetaria non ancora sufficientemente restrittiva alla luce delle pressioni inflazionistiche in corso. E la prima volta dal 2023 che un membro vota per un rialzo, un segnale che non e passato inosservato ai mercati.

Il comunicato ufficiale ha modificato il linguaggio rispetto alla riunione precedente, eliminando il riferimento a "progressi verso l'obiettivo del 2%" sull'inflazione e sostituendolo con una formulazione piu cauta che riconosce "pressioni persistenti sui prezzi, in parte legate a fattori geopolitici". Questo cambio di tono ha avuto un impatto immediato sui futures sui tassi.

Impara: Dot Plot della Fed — la mappa delle intenzioni sui tassi

Il dot plot e un grafico pubblicato quattro volte l'anno dal FOMC in cui ogni membro indica in modo anonimo dove prevede che il tasso dei Fed Funds si trovi a fine anno corrente, a un anno e a due anni. Ogni "punto" rappresenta un membro. La mediana (il punto centrale) e il valore piu seguito dai mercati. Nel dot plot del 18 marzo 2026, la mediana per fine 2026 si e spostata a 3,25%, indicando un solo taglio da 25 punti base rispetto al livello attuale del 3,50-3,75%. A dicembre 2025, la mediana indicava due tagli. Questo spostamento verso l'alto — detto "hawkish shift" — ha provocato vendite immediate su azionario e obbligazionario.

PPI febbraio: tutti i dettagli del dato shock

Il dato PPI (Producer Price Index) di febbraio, pubblicato alle 14:30 ora italiana, ha rappresentato la prima mazzata della giornata. L'indice dei prezzi alla produzione e risultato nettamente superiore alle attese sotto ogni metrica.

Componente PPI Feb Risultato MoM Attese MoM YoY
PPI headline +0,7% +0,3% 3,4%
PPI core (ex food & energy) +0,5% +0,2% 3,9%
Beni (goods) +1,1% +0,4% max da ago 2023
Servizi +0,5% +0,2%

Dentro il PPI: beni, verdure ed energia

La componente beni ha registrato un aumento dell'+1,1% su base mensile, il rialzo piu consistente da agosto 2023. All'interno di questa voce, la categoria piu estrema e stata quella delle verdure e ortaggi, con un balzo del +48,9% mensile, causato dalle condizioni climatiche avverse che hanno colpito le principali aree di produzione agricola in California e Florida durante gennaio e febbraio.

L'energia ha contribuito con un +2,3% mensile, riflettendo il rialzo del petrolio e dei prodotti raffinati. Tuttavia — e questo e un punto cruciale — il dato di febbraio cattura solo parzialmente l'impatto del conflitto Iran-coalizione sullo Stretto di Hormuz. La guerra e iniziata il 28 febbraio, quindi i dati PPI di febbraio coprono un periodo in cui il petrolio non aveva ancora subito lo shock pieno. I dati di marzo e aprile potrebbero essere significativamente peggiori.

La componente servizi ha segnato +0,5% MoM, il doppio del +0,2% atteso, confermando che l'inflazione nei servizi — la componente piu persistente e piu monitorata dalla Fed — non sta rallentando come sperato.

Impara: PPI vs CPI — la differenza tra prezzi alla produzione e al consumo

Il PPI (Producer Price Index) misura i prezzi che i produttori ricevono per i loro beni e servizi, ovvero i prezzi all'ingrosso. Il CPI (Consumer Price Index) misura i prezzi che i consumatori pagano al dettaglio. Il PPI e considerato un indicatore anticipatore del CPI: se i produttori pagano di piu per le materie prime e i semilavorati, prima o poi trasferiranno quei costi maggiori ai consumatori finali, facendo salire anche il CPI. Per questo un dato PPI forte come quello del 18 marzo (+0,7% vs +0,3% atteso) preoccupa la Fed e i mercati: anticipa che anche il CPI dei prossimi mesi potrebbe sorprendere al rialzo, allontanando ulteriormente la possibilita di tagli dei tassi.

Powell in conferenza stampa: il Medio Oriente pesa

Nella conferenza stampa delle 20:30 ora italiana, il presidente Jerome Powell ha affrontato direttamente il tema geopolitico, dichiarando che il Medio Oriente rappresenta un fattore rilevante per le proiezioni economiche della Fed. Ha spiegato che i prezzi dell'energia, se dovessero restare elevati o salire ulteriormente a causa del conflitto sullo Stretto di Hormuz, potrebbero precludere ulteriori tagli dei tassi nel 2026.

Powell ha sottolineato che il dato PPI di febbraio non riflette ancora l'impatto pieno dello shock energetico legato alla guerra Iran-coalizione, dato che il conflitto e iniziato solo negli ultimi giorni del mese. Ha usato un tono insolitamente diretto nel collegare la geopolitica alla politica monetaria, segnalando che la Fed considera lo scenario mediorientale un rischio concreto e non un'ipotesi remota.

Sul mercato del lavoro, Powell ha mantenuto una valutazione equilibrata, riconoscendo il rallentamento mostrato dal Jobs Report di inizio marzo ma senza dichiarare un deterioramento tale da giustificare tagli preventivi. Il messaggio complessivo e stato chiaro: la Fed preferisce il rischio di tenere i tassi troppo alti per troppo tempo piuttosto che quello di tagliare prematuramente in un contesto di inflazione risorgente.

Impatto sui mercati: peggior Fed day dal 2024

La combinazione di PPI shock al mattino e Fed hawkish al pomeriggio ha provocato la peggiore seduta in un giorno di decisione FOMC dal 2024. L'S&P 500 ha perso il -1,36%, con le vendite che si sono accelerate nell'ultima ora dopo le parole di Powell. I rendimenti del Treasury a 10 anni sono saliti, il dollaro si e rafforzato e l'oro ha toccato nuovi massimi storici come bene rifugio.

I settori piu colpiti sono stati le utilities (sensibili ai tassi alti), il real estate e il consumer discretionary. I titoli tecnologici hanno resistito relativamente meglio grazie al momentum AI, ma non sono sfuggiti al risk-off generalizzato. Il comparto energetico ha chiuso misto, con i produttori petroliferi sostenuti dal greggio alto ma penalizzati dal sentiment negativo generale.

Nota metodologica sulle variazioni percentuali

Le variazioni percentuali riportate si riferiscono ai seguenti intervalli temporali, indicati esplicitamente: MoM (mese su mese, variazione di febbraio 2026 rispetto a gennaio 2026 per i dati PPI), YoY (anno su anno), giorno (seduta del 18 marzo 2026 per i dati di mercato). Le attese si riferiscono al consenso degli analisti raccolto dai principali provider di dati finanziari prima della pubblicazione del dato.

Giornata nera per la politica monetaria USA: la Fed dimezza le attese di taglio a uno solo nel 2026 mentre il PPI esce al doppio delle previsioni. Powell punta il dito sul Medio Oriente come rischio per l'inflazione. Il dato di febbraio non cattura ancora lo shock petrolifero di Hormuz: i prossimi mesi potrebbero essere peggiori.

Le informazioni contenute in questo articolo sono fornite a scopo esclusivamente informativo e giornalistico. Non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento o sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. I dati di mercato sono soggetti a continua variazione. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare un consulente finanziario abilitato.