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🏦 Corporate · Venerdì 7 Agosto 2026 · Redazione Alma Finanza

Monte dei Paschi di Siena: utile H1 2026 record a €1,118 miliardi (+25,3%) — la rinascita della banca più antica del mondo

Venerdì 7 agosto 2026: Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), fondata nel 1472 e quindi la banca più antica del mondo in attività, presenta i risultati del primo semestre 2026 che superano tutte le aspettative. L'utile netto raggiunge €1,118 miliardi, in crescita del +25,3% anno su anno. Il solo Q2 2026 (secondo trimestre) contribuisce con €610 milioni di utile, battendo il Consensus (previsione media degli analisti). Quella che per anni è stata la banca simbolo delle crisi bancarie italiane — con multiple ricapitalizzazioni e il salvataggio pubblico — è oggi uno dei casi di turnaround (inversione di tendenza) più straordinari del settore finanziario europeo.

I numeri del semestre: utile a €1,118 miliardi

Metrica finanziaria H1 2026 H1 2025 Variazione
Utile netto €1,118 miliardi ~€892 milioni +25,3%
Utile Q2 2026 €610 milioni Sopra consensus
Titolo in borsa (7 ago) €11,90 +0,19% giornaliero
Previsione utile FY2026 ~€1,978 miliardi Stima analisti per l'intero anno

La più antica banca del mondo: dalla crisi alla rinascita

Fondata a Siena nel 1472 dalla magistratura cittadina per fornire prestiti ai poveri, la Banca Monte dei Paschi di Siena è l'istituto creditizio più antico del mondo in attività. Nei secoli è cresciuta diventando uno dei principali gruppi bancari italiani. Tuttavia, la storia recente è stata costellata di difficoltà: l'acquisizione della Banca Antonveneta nel 2007 a un prezzo eccessivo, le perdite accumulate nella crisi finanziaria globale del 2008-2009, la successiva crisi del debito sovrano europeo del 2010-2012 che aveva messo sotto pressione il portafoglio di titoli di stato italiani, e infine le operazioni in derivati denominati Alexandria e Santorini che avevano celato perdite significative.

Il risultato: tra il 2012 e il 2017, MPS ha avuto bisogno di ben tre aumenti di capitale per complessivi oltre €15 miliardi. Nel 2017 il governo italiano è intervenuto con una Ricapitalizzazione Precauzionale (precautionary recapitalization) — uno strumento europeo che consente l'aiuto pubblico a banche solvibili ma temporaneamente in difficoltà — diventando azionista di maggioranza.

Il 2022 ha segnato la svolta: il Tesoro italiano ha avviato la Privatizzazione (cessione della partecipazione pubblica), riducendo progressivamente la propria quota. MPS ha effettuato un aumento di capitale privato da €2,5 miliardi, ha ceduto i portafogli di crediti deteriorati, ha tagliato i costi attraverso un piano di ristrutturazione e ha beneficiato — come tutte le banche europee — dell'aumento dei tassi BCE che ha gonfiato i NIM (Net Interest Margin, margini di interesse netti).

💡 Impara: Ricapitalizzazione Precauzionale — quando lo Stato salva le banche

La Ricapitalizzazione Precauzionale (precautionary recapitalization) è uno strumento previsto dalla BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive, Direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche) che consente ai governi europei di iniettare capitale pubblico in una banca considerata solvibile ma temporaneamente in difficoltà — a differenza della "risoluzione", che implica liquidazione e perdite per gli azionisti. Nel caso di MPS nel 2017, il governo italiano ha ricapitalizzato la banca con circa €5,4 miliardi di denaro pubblico, diventando azionista di controllo. Questo tipo di intervento è controverso perché può distorcere la concorrenza e socializzare le perdite che andrebbero altrimenti ai privati. L'Unione Europea ha approvato l'operazione con condizioni stringenti, tra cui il piano di ristrutturazione e la cessione degli sportelli in eccesso.

Il turnaround: come MPS è diventata profittevole

La trasformazione di MPS in una banca redditizia è avvenuta attraverso quattro assi principali. Primo: la pulizia del bilancio, con la cessione di portafogli di NPL (Non-Performing Loans, crediti deteriorati) per decine di miliardi di euro, riducendo drasticamente i rischi del portafoglio crediti. Secondo: la riduzione dei costi operativi attraverso accordi sindacali e uscite volontarie, che hanno alleggerito significativamente la struttura di spesa. Terzo: il beneficio dei tassi elevati, con il margine di interesse (la differenza tra tassi attivi e passivi) che è più che raddoppiato tra il 2021 e il 2023. Quarto: la crescita delle commissioni dalle reti distributive assicurative e bancassicurative.

Il risultato di questi sforzi è evidente nei conti del primo semestre 2026: un utile di €1,118 miliardi che, se proiettato sull'intero anno, supererebbe la previsione degli analisti di circa €1,978 miliardi per il FY2026. Per una banca che nel 2016 aveva registrato perdite superiori a €3 miliardi, il cambiamento è radicale.

Il contesto M&A: Intesa e il consolidamento bancario

I risultati di MPS vanno letti anche nel contesto di un intenso processo di M&A (Mergers and Acquisitions, fusioni e acquisizioni) nel settore bancario italiano. Intesa Sanpaolo, la prima banca italiana per attivi, ha lanciato un'OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) su MPS che è oggetto di attenzione del mercato. Parallelamente, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) sta completando il proprio processo di uscita dall'azionariato di MPS, che oggi si trova in una posizione molto più solida rispetto agli anni bui.

Un'eventuale Merger (fusione) con Intesa Sanpaolo creerebbe un polo bancario di dimensioni europee, con una quota di mercato dominante in Italia. Per gli azionisti di MPS, l'operazione potrebbe tradursi in un Premio di Acquisizione (acquisition premium), ovvero un prezzo superiore a quello di mercato. Il mercato sta valutando queste prospettive nell'apprezzamento del titolo: da inizio anno, MPS ha guadagnato significativamente.

💡 Impara: OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) — come funziona il takeover di una banca

Un'OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) è un'operazione con cui una società — detta "offerente" — propone agli azionisti di un'altra società — detta "target" o "bersaglio" — di acquistare le loro azioni a un prezzo prestabilito, solitamente superiore a quello di mercato (il cosiddetto Premio di Acquisizione o "acquisition premium"). L'OPA può essere "amichevole" (concordata con il management del target) oppure "ostile" (lanciata senza il consenso del management). La normativa italiana e europea impone che, al superamento di determinate soglie di possesso (tipicamente il 30%), scatti l'obbligo di lanciare un'OPA su tutte le azioni rimanenti — la cosiddetta OPA Obbligatoria. Per gli azionisti della banca target, partecipare o meno all'OPA dipende dalla valutazione del prezzo offerto rispetto al valore intrinseco stimato della banca.

Mediobanca e il quadro del risiko bancario italiano

Il settore bancario italiano vive un momento di profondo rimescolamento. Oltre all'OPA di Intesa su MPS, si intrecciano la vicenda di Mediobanca e le prospettive di un Risiko Bancario (termine giornalistico per il gioco di acquisizioni e fusioni tra banche) che potrebbe ridisegnare il panorama finanziario italiano. MPS è al centro di questo scenario: con un bilancio ora risanato, utili record e una struttura patrimoniale solida, è un asset appetibile per chi vuole crescere per linee esterne nel mercato domestico.

Per gli investitori retail, la storia di MPS offre una lezione fondamentale: il Turnaround (inversione di tendenza) di un'azienda in difficoltà può generare rendimenti straordinari, ma comporta anche rischi elevatissimi nelle fasi iniziali. Chi avesse investito in MPS ai minimi del 2016 — quando l'istituto era sull'orlo del collasso — avrebbe moltiplicato il proprio investimento. Ma in quel momento il rischio era reale e concreto: la banca avrebbe potuto essere commissariata, con azzeramento del valore per gli azionisti.

Timeline MPS — dalla crisi al record Anno Evento chiave
Fondazione 1472 Prima banca del mondo fondata a Siena
Acquisizione rischiosa 2007 Acquisto Banca Antonveneta: prezz eccessivo, poi crisi finanziaria 2008
Crisi profonda 2012–2017 Tre aumenti di capitale per oltre €15 mld; perdite massicce
Salvataggio pubblico 2017 Ricapitalizzazione precauzionale: Tesoro entra con ~€5,4 mld
Svolta e privatizzazione 2022–2024 Aumento di capitale privato €2,5 mld, cessione NPL, taglio costi
Record di utile 2026 H1 2026: €1,118 mld (+25,3%); banca tra le più redditizie d'Italia

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Con i tassi BCE attesi in discesa, MPS dovrà dimostrare di saper mantenere la redditività anche in un ambiente meno favorevole per i margini di interesse. Il piano industriale prevede una crescita delle commissioni — ramo assicurativo, gestione del risparmio, bancassicurazione — per compensare la progressiva compressione del NIM. I prossimi risultati trimestrali saranno il banco di prova: gli analisti proiettano un utile FY2026 intorno a €1,978 miliardi, un target ambizioso che richiede un secondo semestre altrettanto solido.

Sul fronte M&A, i prossimi mesi potrebbero portare sviluppi significativi sull'OPA di Intesa Sanpaolo. Per chi investe in MPS, il valore incorporato nel titolo dipende sempre di più dalla probabilità e dal prezzo di un'eventuale offerta di acquisizione — un fattore esterno ai fondamentali aziendali che aggiunge un elemento speculativo alla tesi di investimento.