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🏦 Corporate · 16 Settembre 2026

Intesa-MPS, l'OPAS da 30,6 miliardi entra nel vivo: soci al 96,96%, ora decide l'Antitrust

L'assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha approvato il 10 settembre l'aumento di capitale a servizio dell'offerta su Monte dei Paschi. Quattro giorni dopo l'Antitrust ha aperto l'istruttoria. Le adesioni si apriranno tra novembre e dicembre, ma la partita si decide su due azionisti: Delfin e Caltagirone.

Redazione Alma Finanza · 16 Settembre 2026
A Alma Finanza Lettura 7 min
Il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, progettato da Renzo Piano
Il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, progettato da Renzo Piano · Foto: Incola, CC BY-SA 4.0

L'operazione più grande del risiko bancario italiano ha superato il suo primo ostacolo e si è subito trovata davanti al secondo. Il 10 settembre 2026 l'assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha approvato con il 96,96% dei voti rappresentati — 10.952.907.059 azioni favorevoli — l'aumento di capitale da circa 5,7 miliardi di azioni che serve a finanziare l'OPAS da 30,6 miliardi di euro su Monte dei Paschi di Siena. Quattro giorni dopo, il 14 settembre, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato l'istruttoria C12836 per valutare gli effetti dell'operazione sulla concorrenza nei mercati bancari e assicurativi, locali e nazionali.

Perché conta: se l'offerta va in porto nasce un gruppo con oltre 27 milioni di clienti, cioè quasi un italiano su due. Per chi ha un conto, un mutuo o dei risparmi in una delle due banche cambia l'interlocutore; per chi ha le azioni, il nodo è se conviene aderire allo scambio o restare fuori. E la decisione non spetta ai piccoli azionisti: la prendono due grandi soci che da soli pesano quasi un terzo del capitale di Siena.

Che cos'è un'OPAS e come funziona questa

L'operazione è stata annunciata l'8 giugno 2026. Intesa Sanpaolo, guidata dall'amministratore delegato Carlo Messina, offre ai soci di Monte dei Paschi — la banca senese guidata da Luigi Lovaglio16 azioni Intesa di nuova emissione più 10 euro in contanti ogni 10 azioni MPS conferite. Tradotto per singola azione: 1,6 azioni Intesa più 1,00 euro in contanti, per un prezzo implicito di 10,091 euro per azione MPS.

💡 Impara: OPA, OPS e OPAS — tre sigle, tre monete diverse

In un'OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) chi compra paga solo in contanti: l'azionista che aderisce incassa denaro ed esce di scena. In un'OPS (Offerta Pubblica di Scambio) paga solo in azioni proprie: l'azionista non incassa nulla e diventa socio della società acquirente. Un'OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) mescola le due cose, ed è il caso di Intesa su MPS: chi aderisce riceve azioni Intesa e un po' di contanti. La differenza non è tecnica: chi aderisce a un'OPAS non "vende e basta", resta esposto all'andamento delle azioni che riceve in cambio. Il valore reale dell'offerta si muove ogni giorno insieme al prezzo dell'azione Intesa.

Elemento dell'operazioneDato
Annuncio8 giugno 2026
Valore massimo dell'offerta30,6 miliardi di euro (in caso di adesione totale)
Concambio16 azioni Intesa + 10 € in contanti ogni 10 azioni MPS
Prezzo implicito per azione MPS10,091 euro
Approvazione assemblea Intesa10 settembre 2026, 96,96% dei voti rappresentati
Aumento di capitale a serviziocirca 5,7 miliardi di azioni
Istruttoria Antitrust (C12836)avviata il 14 settembre 2026
Apertura delle adesioniattesa tra novembre e dicembre 2026

I numeri della banca che nascerebbe

Il progetto industriale punta a creare uno dei principali gruppi bancari europei: oltre 27 milioni di clienti e circa 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029. Le sinergie attese a regime nel 2029 ammontano a circa 2,9 miliardi di euro l'anno al lordo delle imposte, così ripartite: circa 1,5 miliardi di sinergie di costo e circa 1,4 miliardi di sinergie di ricavo.

💡 Impara: le sinergie di costo sono più credibili di quelle di ricavo

Le sinergie (synergies — i risparmi e i guadagni che nascono dall'unione di due aziende) si dividono in due famiglie. Quelle di costo derivano dall'eliminazione di duplicazioni: due sedi centrali diventano una, due sistemi informatici diventano uno, le filiali sovrapposte nello stesso quartiere si accorpano. Sono calcolabili con precisione e dipendono da decisioni interne. Quelle di ricavo presuppongono invece che i clienti della banca acquisita comprino più prodotti di quelli che compravano prima: dipendono dal comportamento di persone che nessuno controlla, e storicamente si realizzano meno di quanto promesso. Quando si legge un piano di fusione, il rapporto tra le due voci dice quanto è prudente.

La partita vera: Delfin e Caltagirone

Il destino dell'offerta non dipende dai piccoli azionisti ma da due soci. Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, detiene il 17,5% di Monte dei Paschi; il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone il 13,5%. Insieme controllano quasi un terzo del capitale della banca senese: senza il loro conferimento l'offerta difficilmente raggiunge le soglie che la rendono utile.

Se aderissero, il capitale di Intesa Sanpaolo cambierebbe volto. In caso di adesione totale all'offerta, Delfin entrerebbe nella banca torinese con circa il 3,8%, il gruppo Caltagirone con circa il 2,2%, il Ministero dell'Economia con circa l'1% e Banco BPM con circa lo 0,8%. È una trasformazione silenziosa ma profonda: azionisti oggi concentrati su Siena si ritroverebbero azionisti di minoranza della prima banca italiana.

AzionistaQuota in MPS oggiQuota stimata in Intesa dopo l'OPAS
Delfin (famiglia Del Vecchio)17,5%~3,8%
Gruppo Caltagirone13,5%~2,2%
Ministero dell'Economia e delle Finanze~1%
Banco BPM~0,8%

Le quote in Intesa sono stime riferite allo scenario di adesione totale all'offerta.

Il nodo Generali, e la difesa di Lovaglio

Sotto l'operazione bancaria ne corre una assicurativa. Monte dei Paschi, attraverso Mediobanca, controlla una quota del 13,32% di Assicurazioni Generali: è uno degli asset più delicati dell'intera partita, perché sposta gli equilibri del maggiore gruppo assicurativo italiano. Chi acquisisce MPS acquisisce anche quel pacchetto, sia pure — nelle intenzioni dichiarate — in un'ottica puramente finanziaria.

Sul fronte opposto, Luigi Lovaglio non è rimasto fermo. La strategia difensiva del Monte passa dalla crescita autonoma: le offerte su Banco BPM e Banca Generali servono a rendere la preda troppo grande e troppo cara per essere inghiottita. Il 15 settembre l'amministratore delegato era a New York per una serie di incontri con gli investitori istituzionali americani, mentre il titolo chiudeva a Piazza Affari in rialzo dell'1,5%.

Che cosa succede adesso

Il calendario prevede tre passaggi. Il primo è l'istruttoria dell'Antitrust, che dovrà stabilire se la concentrazione riduce la concorrenza in modo significativo — e, nel caso, imporre rimedi, tipicamente la cessione di sportelli nelle province dove le due reti si sovrappongono troppo. Il secondo è il via libera delle autorità di vigilanza, Banca Centrale Europea in testa. Il terzo è l'apertura del periodo di adesione, attesa tra novembre e dicembre 2026: è allora che si conterà chi ha detto sì.

Per l'azionista di Monte dei Paschi la domanda pratica è una sola: il valore dell'offerta si muove con il prezzo dell'azione Intesa, quindi il "prezzo implicito" di 10,091 euro non è una cifra fissa ma una fotografia del momento in cui è stata calcolata. Chi valuta se aderire guarda il confronto tra quel valore e il prezzo di mercato di MPS giorno per giorno — quello che in gergo si chiama premio o sconto dell'offerta.

📌 Da ricordare

OPAS Intesa Sanpaolo su MPS annunciata l'8 giugno 2026, valore fino a 30,6 miliardi · Concambio 16 azioni Intesa + 10 € ogni 10 azioni MPS, prezzo implicito 10,091 €/azione · Assemblea Intesa 10 settembre: aumento approvato col 96,96% · Antitrust apre l'istruttoria C12836 il 14 settembre · Sinergie 2029: ~2,9 mld l'anno (1,5 costi + 1,4 ricavi) · Oltre 27 milioni di clienti e ~2.000 mld di attività finanziarie entro il 2029 · Delfin 17,5% e Caltagirone 13,5% di MPS · Adesioni attese tra novembre e dicembre 2026 · MPS controlla via Mediobanca il 13,32% di Generali

Nota metodologica: i dati sull'operazione provengono dalle comunicazioni societarie di Intesa Sanpaolo, dal comunicato dell'AGCM sull'avvio dell'istruttoria C12836 e da fonti giornalistiche specializzate, alla data del 16 settembre 2026. Le quote azionarie post-operazione sono stime riferite allo scenario di adesione totale e possono variare. Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione ad aderire o non aderire a un'offerta.