Un'Asia divisa: Tokyo in rosso, Hong Kong in verde
La sessione asiatica del 17 febbraio 2026 si chiude con un quadro contrastato, che riflette le differenti sensibilita' dei mercati regionali ai temi dominanti del momento: i timori legati all'intelligenza artificiale, il rafforzamento dello yen giapponese e l'assenza delle piazze cinesi per le festivita' del Capodanno Lunare. In questo contesto, Tokyo e Hong Kong si muovono in direzioni opposte, offrendo agli investitori un esempio plastico di come la stessa narrativa globale possa avere impatti molto diversi a seconda del mercato considerato.
Il Nikkei 225, l'indice di riferimento della Borsa di Tokyo, chiude in calo dello 0.81% a 56.345 punti, penalizzato da una combinazione di fattori tecnici e fondamentali. L'Hang Seng di Hong Kong, al contrario, chiude in rialzo dello 0.73% a 26.705 punti, trainato dai titoli finanziari e da alcune societa' tecnologiche locali che beneficiano di valutazioni ancora relativamente contenute rispetto ai competitor globali.
Il Nikkei arretra: yen forte e timori tech pesano su Tokyo
La debolezza del Nikkei nella seduta odierna e' attribuibile principalmente a due fattori interconnessi: il rafforzamento dello yen giapponese e la correlazione negativa del mercato nipponico con le preoccupazioni sul settore tecnologico globale.
Lo yen, che negli ultimi anni aveva subito un indebolimento significativo rispetto al dollaro americano a causa della divergenza di politica monetaria tra Bank of Japan e Federal Reserve, mostra nelle ultime settimane segnali di inversione di tendenza. Le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della BoJ β che a fine 2025 ha avviato un graduale processo di normalizzazione della politica monetaria ultra-accomodante adottata per decenni β stanno sostenendo la valuta nipponica.
"Un yen piu' forte e' una cattiva notizia per le grandi esportatrici giapponesi. Per ogni yen di apprezzamento rispetto al dollaro, Toyota perde miliardi di yen di utile operativo su base annua."
Il secondo fattore penalizzante e' la correlazione strutturale del Nikkei con il settore tecnologico americano. La borsa giapponese ospita alcuni dei principali produttori di componenti e attrezzature per l'industria dei semiconduttori, nonche' grandi gruppi tecnologici con esposizione diretta ai temi AI. Quando i timori sul settore tech aumentano sui mercati occidentali, Tokyo tende a risentirne in misura maggiore rispetto ad altre piazze asiatiche.
I principali titoli nipponici nella seduta
- Toyota Motor (7203): pressione moderata legata al rafforzamento dello yen, che erode i margini delle esportazioni. Il colosso automobilistico di Toyota City e' il titolo a maggiore capitalizzazione della borsa giapponese e il suo andamento influenza significativamente l'indice
- Sony Group (6758): in calo moderato, penalizzata dalla correzione del settore tech globale e dall'esposizione al mercato dei videogiochi, che ha mostrato segnali di rallentamento nella domanda
- SoftBank Group (9984): volatile nella seduta, con ampie oscillazioni intraday legate alle aspettative sugli investimenti nel settore AI. SoftBank, che ha investito massicciamente in societa' tecnologiche globali attraverso il suo Vision Fund, e' particolarmente sensibile al sentiment sul settore
- Tokyo Electron (8035): calo in linea con i fornitori globali di attrezzature per semiconduttori, nonostante i fondamentali solidi supportati dalla forte domanda di chip per applicazioni AI
- Mitsubishi UFJ Financial Group (8306): in controtendenza positiva, beneficiando delle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan che migliorano i margini di interesse delle banche
L'ETF EWJ β il principale strumento quotato in dollari per prendere esposizione al mercato azionario giapponese β registra invece una performance divergente rispetto all'indice locale, chiudendo a $91.87 (-0.81% in yen, +0.50% in dollari per effetto cambio yen/dollaro). La divergenza e' spiegata dall'effetto valutario: il rafforzamento dello yen compensa parzialmente il calo dei prezzi azionari in yen, rendendo l'investimento piu' attraente per gli investitori in dollari.
Cina: mercati chiusi per il Grande Anno del Serpente
Le principali piazze finanziarie della Cina continentale β Shanghai, Shenzhen e i relativi mercati β rimangono chiuse il 17 febbraio 2026 per la celebrazione del Capodanno Lunare. L'anno in corso e' l'Anno del Serpente secondo il calendario cinese tradizionale, un anno associato nella cultura popolare alla saggezza, alla strategia e alle trasformazioni profonde.
Le festivita' del Capodanno Lunare durano tradizionalmente una settimana, con le borse cinesi che si prevede riapriranno la settimana prossima. Nel frattempo, i mercati finanziari della Cina continentale rimangono inaccessibili agli operatori internazionali, riducendo significativamente i volumi di scambio complessivi nella regione asiatica.
L'assenza dei mercati cinesi, che negli ultimi anni sono diventati sempre piu' rilevanti per i portafogli globali, crea un vacuum informativo che gli operatori internazionali riempiono guardando con particolare attenzione all'Hang Seng di Hong Kong come proxy della Cina.
Hong Kong avanza: l'Hang Seng a 26.705 punti
In controtendenza rispetto a Tokyo, l'Hang Seng di Hong Kong chiude in rialzo dello 0.73% a quota 26.705 punti. Il mercato del porto profumato β che nonostante la sua integrazione politica nel sistema cinese mantiene un proprio sistema borsistico e serve come principale hub per gli investimenti internazionali in Cina β beneficia di diversi fattori positivi.
In primo luogo, l'assenza delle borse cinesi continentali riduce la pressione di vendita che spesso si trasferisce da Shanghai e Shenzhen verso Hong Kong attraverso i programmi Stock Connect. In secondo luogo, i titoli finanziari quotati sull'Hang Seng β in particolare le grandi banche con operativita' in tutta la regione β mostrano una certa tenuta, sostenute dalle aspettative di un ciclo di allentamento monetario della banca centrale cinese nei prossimi mesi.
Tra i titoli in evidenza sull'Hang Seng si segnalano alcune grandi societa' tecnologiche cinesi quotate a Hong Kong, come Tencent Holdings e Alibaba Group, che mostrano movimenti moderatamente positivi in una seduta di basso volume.
TSMC e i semiconduttori asiatici: l'AI come fattore ambivalente
Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), il piu' grande produttore di chip per conto terzi al mondo e fornitore chiave di Apple, Nvidia e di gran parte dell'industria tecnologica globale, registra un calo moderato nella seduta odierna. Il titolo, quotato sia alla borsa di Taiwan (TWSE) che negli Stati Uniti attraverso ADR, riflette la tensione tra due forze contrapposte: da un lato la domanda sempre crescente di chip avanzati per le applicazioni di intelligenza artificiale; dall'altro i timori che l'emergere di modelli AI piu' efficienti possa ridurre nel lungo termine i requisiti di potenza computazionale e quindi la domanda di chip di fascia altissima.
TSMC rimane tuttavia uno dei titoli piu' seguiti e rispettati dagli investitori globali, con una posizione competitiva pressochΓ© inespugnabile nelle tecnologie di produzione a nodi avanzati. La societa' di Hsinchu continua a investire massicciamente in nuovi impianti β in Giappone, in Arizona e a Taiwan β per soddisfare la domanda prevista nei prossimi anni.
Correlazioni globali e prospettive per i mercati asiatici
La seduta odierna conferma una tendenza strutturale che gli analisti di mercato osservano da mesi: la crescente correlazione tra i mercati asiatici β in particolare il Nikkei giapponese β e le dinamiche del settore tecnologico americano. Questa correlazione si e' intensificata con l'ascesa del tema AI come principale driver dei mercati azionari globali, creando catene di trasmissione sempre piu' strette tra Wall Street e le principali borse asiatiche.
Per i mercati asiatici, la settimana prossima sara' cruciale: la riapertura delle borse cinesi dopo il Capodanno Lunare potrebbe portare flussi di acquisto significativi, considerando che i mercati cinesi tenderanno a recepire in una singola sessione i movimenti accumulati durante la settimana di chiusura. Gli analisti monitorano con attenzione le mosse della People's Bank of China, che potrebbe sfruttare il momento della riapertura per comunicare eventuali misure di stimolo economico.
Il Nikkei, dal canto suo, rimarra' sensibile all'evoluzione del cambio yen-dollaro e alle notizie dal fronte tecnologico globale. Con i titoli tech e i produttori di semiconduttori che rappresentano una quota rilevante dell'indice, ogni notizia significativa proveniente da Silicon Valley o da Taipei e' destinata a riflettersi sulle quotazioni di Tokyo con relativa prontezza.